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Diavola di una Venezia: che posto unico. Decido di andarci, e quando sono là, sempre lo stesso cuore in gola. Quei fiumi d'acqua che si infilano tra le case, i ponti a dorso d'asino, le gondole che spuntano qua e là nell'oscurità della notte, senti appena il fruscio dell'acqua, a volte a bordo c'è solo il gondoliere. E' ancora più bella d'inverno, il freddo secco da lasciarti senza fiato, un po' di nebbia sui canali, passeggiarci la sera, protetti da maglioni sciarpe e lane, felice mi fermo ad osservare, il silenzio ed il freddo che entra nelle narici; le case costruite nel mare, e le strade non ci sono, al loro posto strade d'acqua, quanto mi piacerebbe solcarle con un gozzo a remi, remare senza meta lungo i canali in mezzo alle case e guardare in alto le facciate dei palazzi antichi. Napoleone definì la Piazza San Marco, quando la vide per la prima volta, il più bel salotto d'Europa. E' una piazza spettacolare, é stupido fare classifiche o campionati del mondo, ma questa ha qualcosa in più delle altre, l'eleganza, il fatto che é sul mare e che di fronte ha un altra isola che ci offre la vista suggestiva sulla chiesa di San Giorgio Maggiore, quella della statua dell'angelo colpito da un fulmine nel 1993. Visitate il Palazzo Ducale, il Palazzo dei Dogi, vi ci vogliono 3/4 ore, ma da lì dovete intanto passare per farvi un'idea di cos'é stata Venezia, la Repubblica di Venezia, la Serenissima, lungo circa un millennio di storia: Il ponte dei Sospiri, le Prigioni, la Scala dei Giganti, le grandi sale degli appartamenti del Doge. 12 euro l'ingresso (vi dà diritto a visitare altri 3 musei, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale e Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana); al Palazzo Ducale avete a disposizione, sborsando altri 5 euro, una audio guida in diverse lingue. Parto il due gennaio mattina presto, arrivo a Mestre alle 13 e lì decido di lasciare l'auto, il parcheggio coperto di fronte alla stazione per due giorni, dalle 13 di venerdì alle 10 di domenica, mi costerà 26 Euro. Quello di Piazzale Roma a Venezia mi sarebbe costato almeno il doppio. Raggiungo Venezia col treno (ce n'è uno ogni 10 minuti, costo 1 euro, i biglietti li vende l'edicola alla stazione). In 10 minuti il treno percorre il lungo ponte ferroviario che collega Venezia alla terraferma e si ferma al capolinea, la stazione di Venezia Santa Lucia. Lo spettacolo sta per avere inizio, ancorché quando percorriamo a piedi i binari trascinandoci dietro le valigie ci sembra ancora di uscire da una qualsiasi squallida stazione italiana. Ma una volta usciti, davanti il mare, il Canal Grande, i Vaporetti, le gondole, i motoscafi taxi, insomma ci si ritrova senza filtro ed all'improvviso in un mondo magico: siamo proprio a Venezia, la vostra amata comincia e perdere il broncio, gli occhi le si addolciscono d'un tratto, il miracolo si é compiuto, non finirà più di ringraziarvi di averla portata in quel posto. Naturalmente come si suol dire, l'appetito vien mangiando, e finirà prima o poi per chiedervi un giro in gondola; cercherete ai primi tentativi di resistere con argomenti più o meni tutti tendenti a segnalarle lo sfruttamento commerciale che se ne fa. Tutto perfettamente inutile, di fronte all'accusa di non essere romantico o peggio di non amarla veramente, dovrete soccombere e sborsare nella migliore delle ipotesi 80 euro per un giro di una mezz'oretta, tra canali e canaletti. Torniamo all'uscita dalla stazione, via sul vaporetto, linea 2, fermata San Marco Vallaresso per giungere all'Hotel: ottimo, ci vogliono 40 minuti attraversando tutto il Canal Grande, inizio hard. Sotto il sole di mezzogiorno é bello, ma sotto quello invernale delle 9 del mattino lo è ancora di più, é ciò che costaterò al ritorno domenica. Ho prenotato all'hotel Il Violino d'Oro, piccolo hotel 3 stelle posizionato alla grande a pochi passi da Piazza San Marco, con vista sul Rio S.Moisé, un graziosissimo canale con tanto di capolinea di una delle tante compagnie di gondolieri della città, e sul Campiello Bartozzi, 145 € per un'ampia camera con vista, colazione compresa (se servita in camera 10 € in più). Un particolare ringraziamento va a Gianni, l'affabile receptioniste che mi ha data due indirizzi di ristoranti per la sera, a Venezia questi suggerimenti da parte di residenti si rivelano francamente indispensabili. Grazie a Gianni venerdì sera ho trovato una buona pizzeria, e sabato sera un grande ristorante, tutti e due nella Calle Stagneri. Il ristorante é "Da Mario alla Fava" (Calle Stagneri 5242, Venezia tel +39 041 5285147), mentre la pizzeria è la Pizzeria Bora Bora (calle Stagneri Telefono: +39 041 5236583)
Prenotare é d'obbligo, sennò solo Gianni può salvarvi, com'é successo a noi quel sabato sera. Lo raggiungiamo dall'albergo in 10 minuti, nella stessa viuzza nascosta in cui la sera prima eravamo andati a mangiarci una pizza al Bora Bora; un freddo polare, almeno per me che vivo in Costa Azzurra, la vista da fuori di quel ristorante colorato elegante e pieno di bella gente dopo quella passeggiata lungo le vie abbastanza deserte mi rincuorò non poco, Il cameriere ci gelò di nuovo: no prenotato? aspettare almeno 3/4 d'ora!; ma estrassi l'asso dalla manica, la frase magica "mi manda Gianni del Violino d'Oro": dopo una breve confabulazione col padrone, il cameriere corregge il tiro: se vi manda Gianni allora tra 10 minuti avete il tavolo. Pesce, pesce e ancora pesce, cucinato con maestria, presentato con raffinatezza, ingredienti delicati, apprezzo l'assenza di condimenti grassi, naturalmente crostacei in prima fila, porzioni forse un po' troppo "giuste" ma la qualità é li e noi ce la godiamo tutta. Per il dessert siamo proprio di fianco al pasticciere (foto qui sotto)
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