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Lunedì 3 agosto
2009 CALVI
Giornata
ventosa e nuvolosa.
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La
traversata Nizza Calvi è passata quasi tutta all’interno, fuori c’è
l’affollamento, aggiungiamoci il puzzo del cherosene e il fatto che ci siamo
svegliati stamattina alle cinque. |
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Appena
arrivati a Calvi ci gustiamo una ritrovata vista del solito Hotel Les Aloes (www.hotel-les-aloes.com),
ci hanno riservato una camera nella dependance dell’hotel (una villetta
qualche decina di metri più giù), siamo praticamente soli in questa casetta
affacciata sulla baia selvaggia di Calvi, un panorama corso divino a 70 € a
notte, siamo felici di essere lì. |
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La
serata scivola verso Algajola, tra Lumio e Ile Rousse: non me la ricordavo così
bella quella spiaggia. Sono le 19, l’ora con i colori più belli di una
giornata estiva, c’è un hotel ristorante con una grande terrazza sulla baia,
il Beau Rivage (www.hotel-beau-rivage.com).
È automatico sedersi e passarci almeno un’ora, ho sete mi bevo una birra Pietra,
Sylvie un bicchiere di rosé, faccio
delle foto, parliamo, facciamo le nostre
telefonate, sospesi ed avvolti da quella luce, sino all’ora del ristorante |
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Decidiamo di restare ad Algajola
e ci dirigiamo verso la Citadelle, passiamo
l’arco è subito a sinistra troviamo la Vieille Cave, è conosciuto e
referenziato, ma proseguiamo e ci imbattiamo nel “U Castello”(Tel.0495607875
- 10 Place du Chateau )
bella terrazza con sedie e tavoli in tek, il menù a 20 € ci interessa, la
Vieille Cave la proveremo un’altra
volta. Entrée, piatto e dessert: clafouti d’aubergine, Daurade
Rotie (con contorno di fagiolini e riso bianco), io parto col piatto di
charcuterie (ah, era tempo che…..) poi Civier
de sanglier al vino rosso (copioso ho fatto fatica a finirlo). Il finale ci
vede tutti e due a gustare il piatto di formaggi corsi con la marmellata di
fichi, ritroviamo i sapori forti lasciati un anno fa. Una mezza di vino rosso corso della cantina Vico a 11,50 €, buona, ci ha accompagnato durante la cena.
La "carte" prevede piatti originali: fois gras et sa confiture
d'oignon, marinade de poulpe, brochette de lotte, civette de sanglier. Servizio molto cortese e rapido, bella situazione proprio sotto il Castello, è
un indirizzo che non delude, prenotate! |
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Martedì
4 agosto 2009 CALVI
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Alle
8:30 in pista per la spiaggia. La Belgodere ce l’ho in testa dall’anno
scorso, con i suoi ombrelloni gialli e arancioni, non ritrovo il personale che
avevo lasciato, 16 euro la giornata intera con due lettini e un ombrellone in
seconda fila, il caffè a 1,70 €, 1 bottiglia d’acqua quattro euro, salute!
La
sabbia bianca, alle spalle la barriera verde dei pini marittimi, in mezzo la
ferrovia ed il suo trenino con due vagoni che fa la spola con l’Ile Rousse,
poi il mare pulito che si tocca per un bel po’, la roccia delle montagne sullo
sfondo, la barriera di scogli più al largo, dove osservare i ricci con la
maschera e il boccaglio. Non ci si abitua mai alla bellezza dei luoghi, e tutto
intorno lo spettacolo di questa natura ogni anno mi sconcerta.
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La
non-stop alla spiaggia finisce alle 18:30, durante la quale il solito
andirivieni mare-doccia-lettino-doccia-lettino-mare-doccia-lettino.
Ciononostante la sera in hotel ed ancora più il mattino dopo mi sento bello
intronato, nonostante creme e ombrelloni, una giornata intera sotto il sole, se
non sei già allenato, la senti perbenino su tutto il corpo e per qualche
giorno. |
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La
sera struscio nella rue Clemenceau dove decidiamo di sedersi al “AuX bons amis”
Rue Clemenceau Calvi tel 04
95 65 05 01,
tavolo nella sala interna climatizzata ma proprio accanto all’ingresso, la terrazzina
era occupata. Serata gradevole grazie ad una cucina preparata con cura e
professionalità. Gran bell'indirizzo per chi ama la qualità (si, c’è anche
chi non la cerca e preferisce il motto “senza tante musse”, poverino );
complimenti sempre a chi scommette sulla qualità, sempre e comunque, anche in
un locale che sembra fatto apposta, per la sua posizione, ad accalappiare
turisti col portafoglio gonfio. Vado sul menù a 30 €, scelgo tra le entrées
delle sardine marinate ricoperte da un trito di cipolle rosse e paprica. Per il
piatto principale mi servono un calzone in pasta sfoglia ripieno di
“rascasse” a pezzetti e verdure varie, salsina a fianco con purea di carote,
bello a vedersi è molto saporito, la vera qualità sa unire forma e sostanza,
siete d’accordo? Il dessert è un’altra bella sorpresa: gaspacho di pesca al
basilico, una sorta di zuppa di succo di pesca con un trito di basilico servito
in un piatto tondo a ciambella, originale
e buono. Syl scommette sui carpacci, uno di tonno e, per il dessert, di ananas
con una palla di gelato alla vaniglia nel mezzo.
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Mercoledì
5 agosto 2009
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Speloncato
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Classica
giornata post-bagno di sole, lontano
dalla spiaggia, puntiamo sulla montagna, la Balagna ce lo permette. Punto la Transalp
verso il villaggio di Speloncato e di Olmi Cappella, e intendo ridiscendere su
l’Ile Rousse e rivenire a Calvi dal lungomare.
Paesaggio
da restare senza fiato, in fondo la costa bianca e blu, di là la roccia delle
montagne, le foreste selvagge di querce (la foresta demaniale Tartagine-Melaja
si estende su 2700 ettari, caratterizzata da una particolare umidità è formata
da querce verdi, pini laricios e pini marittimi)
la macchia corsa (il mirto a GOGO) ). Passato Lavatoggio e Feliceto, dopo Nessa,
devio a destra per la D 663 in direzione di Speloncato, la strada sale sempre,
quando arrivo scopro uno dei più bei villaggi della Balagna, parcheggio la moto
all’ombra del grande albero a fianco della fontana, nella piazzetta due bar,
ci sediamo ad abbeverarci e
scorgiamo due campanili, il primo di fronte a me è la Chiesa oggi trasformata
in municipio, l’altro e più all’interno del paese, che scopriremo
poco dopo, è la Chiesa Saint Michel, viuzze ordinate si inerpicano. Escursionisti accaldati a
piedi e in mountain bike fanno tappa nella piazzetta.
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Speloncato
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Speloncato
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Speloncato
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E continuiamo
la balade in moto, rispettiamo il programma, direzione Olmi Cappella, ho
in mente l’Osteria (Tel 04.95.61.92.13), descritto da Lonely
Planet come un ristorante con una vista divina sulla montagna; la
strada s’inerpica ancora, il paesaggio si fa sempre più verde. Il restaurant
è a Cappella, parcheggiamo la moto di fronte alla terrazza davanti ad una
chiesa e alla segnaletica dei sentieri, qui passa la GR20, è un crocevia di
escursionisti.
Sono le 14,
siamo accolti da una ragazza super sorridente, e ci fa accomodare in terrazza,
scegliamo un largo tavolo, c’è spazio, c’è solo un’altra coppia di
francesi seduta al tavolo accanto. È bello essere accolto così bene quando si
è accaldati ed affamati. Di fronte abbiamo una montagna, ma ora mi interessa il
menù, la dolce cameriera mi propone in alternativa alla “carte” il piatto
del giorno: agnello con tagliatelle (12 €). Mi commuove, in realtà ho una
fame da lupi, facciamo presto, dico sì. Sylvie sceglie “magret de canard"
al miele e pesca arrosto (14 €). Quando arriva il suo piatto, è talmente
bello che ho il dubbio di essermi sbagliato poi si presentano in due per portare
il mio agnello, due “cocotte” con coperchio una pieno di pezzi di agnello,
l’altra di tagliatelle. Ho messo da parte ogni freno inibitore, ho svuotato i
due contenitori, lasciando solo ossa rosicchiate. I vicini di tavolo mi
osservavano con una certa incredulità. Esce infine il padrone, il “corso”
perfetto, sulla cinquantina, tarchiato, è nato qui, simpatico con sguardo furbo
e sospettoso. Dalla sua terrazza osserva tutto il movimento del paese. Da dove
vieni, cosa fai, l’Italia, la Corsica, la Francia, si simpatizza, si discute,
anche qualche banalità, per lui è l’ora della siesta, se ne va, chiude il
locale, ma noi possiamo restare ancora spaparanzati nella sua terrazza, il tempo
di rimetterci in condizione di ridiscendere a l’Ile Rousse, e godersi ancora,
in sella alla moto, il vento in faccia sotto il sole abbagliante un nuovo
spettacolo della natura di quest’isola, ad ogni curva un capitolo nuovo.
Olmi
Cappella - entrata del Ristorante L'Osteria
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Olmi Cappella |
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Olmi Cappella - Ristorante L'Osteria
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A l’Ile
Rousse , città più scalcinata di Calvi, e per questo forse più autentica;
Calvi è sempre pulita perfetta come la prima della classe. Resto affezionato al
Cafe des Platanes, nella Place de Paoli, ha la terrazza più bella della piazza,
dove meglio si riesce il "dolce far niente". Faccio due passi sul
lungo mare, poi giro a sinistra nella rue Notre Dame, cerco il ristorante l’Escale,
lo osservo, consulto il menù, proprio come me l’immaginavo, l’appuntamento
è solo rimandato stasera "nosepoffà".
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Giovedì
6 agosto
2009
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La D81B, Calvi-Galeria,
poi la valle del Fangiu: mangiata a mezzogiorno al ristorante Ponte Vecchio
(guide rouTard) a 2 km dalla deviazione per la valle del Fangiu, una bella
sorpresa, le loro vacche che passeggiano dietro il parcheggio le ho nel piatto:
uno spiedino di carne di vitello per Sylvie e per me una côte di manzo ed un
vassoio di succulente patate al forno. Una sosta ghiotta e, ripeto, inaspettata
per la qualità.
Ho ugualmente visto
transitare appetitose pizze ed insalate. Dalla terrazza vista sul ponte romano
(vedi guide). 11 km di balade a seguire il corso di questo fiume che propone
vasche naturali dove farsi il bagno (foto a destre); dall’altro lato della
strada il verde delle querce della foresta di… di…, la più importante di
Corsica e, dicono, d’Europa.
Ritorno a Calvi
per la più rapida ma sempre e comunque generosa di bei
paesaggi D81, che passa tra l’altro accanto all’aeroporto di Calvi.
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Valle del Fangiu |
Ponte romano sul Fangiu |
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La D81B partendo da Calvi:
si parte subito con le emozioni forti, dopo pochi chilometri la punta della
Ravellata (foto a destra) si può raggiungere la spiaggia attraverso uno sterrato. Poco
prima il bivio per salire sino alla chiesa di Notre Dame della Serra (dopo 4 km
una strada che sale a sinistra ci porta a questa cappella del XIX secolo) dove potete godere (tanto per cambiare) di una visita a
cinque stelle sulla Citadelle di Calvi.
Là D81D (vedi lonely planet
pag…): che strada! Altro che costiera amalfitana, ne fa 10! Un susseguirsi
poetico di panorami su spiagge, baie, barche, montagne, curve, contro curve,
strade dissestate, ma che colore, che emozioni, sei tentato di fermarti ogni 100 metri
a fare foto. Quest’anno ho fatto solo il primo tratto sino all’altezza di
Galeria, dove ho girato per la valle del Fangiu. Senno si prosegue per Porto e poi
per Cargese sulla cui strada si incontrano le Calanches di Piana.
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La Punta della Ravellata |
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Panorama dalla Chiesa di Notre Dame della Serra |
Chiesa di Notre Dame della Serra
(foto 2008) |
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La sera andiamo a provare 'sto
celeberrimo Chez Tao, nella Citadelle di Calvi, citato un po’ in tutte le guide. Posto
da “beccio”, come si dice dalle
mie parti. Due terrazze su due livelli, affacciate sulla baia di Calvi,
quella sera una bella luna piena era la classica ciliegina sulla porta (la
“cerise sur le gateau”, si dice da queste parti).
Due musicisti suonano una
musica, anche lei, da “beccio”, insomma
l’atmosfera è quella giusta. Invece sul fronte “cosa propone il locale” la
carta è desolatamente striminzita, al di là di qualche cocktail molto
classico, tutto malinconicamente a 12 €, non c’è altro, non gelati
(soprattutto), non qualcosa da mettere sotto i denti, diciamo pure una bella
delusione, roba veramente per turisti.

Venerdì
7 agosto 2009
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Il giorno
alla spiaggia di Algajola (per la prima volta), la sera l’inevitabile
appuntamento annuale con "Chez Edgard"
a Lavatoggio. Bella la spiaggia di Algajola, parcheggiamo all’altezza del Beau
Rivage.
Fa
caldo, il bagno nell’acqua fresca è una goduria, si resta a mollo per un
po’, sino a quando non si avvertono i primi brividi di freddo. La sabbia
bianca, un paio di spiagge private a fianco. Alle quattro ci rivestiamo e
saliamo sulla terrazza ombreggiata del Beau Rivage, una Pietra, un’oretta a
godersi la brezza.
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Spiaggia
di Algajola |

Spiaggia
di Algajola |

Spiaggia
di Algajola |

Terrazza del
Beau Rivage - Algajola |
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Ristorante
"Chez
Edgard" (e tre) è sempre lui, stessa camicia bianca sui jeans, sia lui che
il figlio, si sono lasciati andare sul prezzo del menù che passa a 35 €
(l’anno scorso ere 32) ma è sempre pieno in ogni ordine di posti. La
zuppa corsa è sempre un piacere (ho fatto tris), una fetta di quiche al basilico
poi il pezzo forte, la carne con una pirofila di patate gratinate con un
formaggio dei loro e avanti col piatti di formaggi corsi e infine un dessert. Beh, non c’era
il due senza il tre, ma il quattro facciamo aspettare qualche anno, tutto
sommato a questo prezzo posso mangiare anche di molto meglio (occhio a non
"schienarvi" perché la strada del ritorno al buio e lungo i tornanti che scendono
verso Lumio rappresenta un rischio). E quest'anno anche un video per voi con
Edgard dal vivo !
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VIDEO |

Sabato
8 agosto 2009
Spiaggia
di Lumio (foto), guida traveller pagina 211, la sera la Vieille Cave di Algajola
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Lumio
All’altezza
della curva in salita, appena entrati a Lumio, c’è il bivio a sinistra
(venendo da Calvi) che ci fa scendere alla spiaggia parcheggio
gratuito sterrato, sono solo le nove e ci ritroviamo in una spiaggetta di sabbia
bianca con una sola fila di una decina di lettini ed ombrelloni ancora chiusi,
la piccola baia ed il mare piatto e limpido striato dal vento mi fa pensare ad
un’immagine dei Caraibi. Ci precipitiamo nella paillottes (l’unica) in legno
scuro per chiedere un posto, si tratta del Ristorante "Le Matahari" (
www.lematahari.com ). Tutto prenotato, siamo forse un po’ ingenui, ma
chi lo sapeva che i posti erano così pochi ed il posto così bello? Pazienza, ci
sistemiamo a fianco, allunghiamo l'asciugamano, e ci godiamo lo stesso, tutta la
giornata, questo mare fresco e pulito.
Alla
paillotte al mattino abbiamo fatto
colazione, peccato per il burro scaduto. (Prontamente sostituito, anche se con
aria irritata, del giovane titolare, dalla confezione da 500 g che arrivava
direttamente dalla cucina).
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La
spiaggia di Lumio |

La
spiaggia di Lumio |

La
spiaggia di Lumio |

La
spiaggia di Lumio |
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Lunedì
10 agosto 2009 - Macinaggio (Cap
Corse)
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CAP CORSE.
Spiaggia
di Tavarone, lasciamo Macinaggio verso nord e seguiamo diligentemente i cartelli
In direzione del camping 'U Stazzu, arrivati al campeggio all’inizio uno sterrato di 500 m, praticabile
senza troppi problemi anche da macchine, ed arriviamo alla famosa spiaggia e
baia di Tavarone, per la verità ricoperta quasi integralmente da alghe secche,
non particolarmente fastidiose ma insomma il loro colore marroncino che copre
la sabbia bianca non trasmette certo lo stesso entusiasmo di una vista sulla
spiaggia di sabbia bianca, come appunto ce la immaginavamo dalla lettura delle
guide. Comunque il bagno sempre all’altezza, mare fresco, il fondo sabbioso,
parcheggio gratuito e due paillottes che fanno ristorante (non aspettatevi
granché). |

Macinaggio
- Spiaggia di Tavarone |

Macinaggio
- Spiaggia di Tavarone |

Macinaggio
- Spiaggia di Tavarone |
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Macinaggio
- Spiaggia di Tavarone |
Dal lato opposto della baia a quello da cui si arriva, parte il sentiero dei
"douaniers", da lì si può raggiungere, scarpinando, la spiaggia di Barcaggio
in un
paio di ore.
La
sera cena all’Hotel Ristorante Sant’Agnellu a Rogliano www.hotel-usantagnellu.com
. In
gita serale in collina a 5 km da Macinaggio, ennesimo villaggio corso in
altitudine e relativi punti panoramici sulla costa e la vegetazione. Villaggio
deserto ma vale la pena passeggiare, si incontrano due chiese peraltro chiuse al
pubblico e soprattutto ci si imbatte in diversi torri genovesi (foto) in buono
stato, sono proprietà privata di famiglie del luogo. Hotel a tre stelle e
ristorante di qualità, le specialità del Sant'Agnellu sono le polpette al
brocciu, cannelloni
al brocciu, le moules farcies, presenza diffusa di menta e finocchietto,
insomma una cucina finalmente con una sua personalità, bravi sette più, mi è
piaciuto tutto. Splendida terrazza affacciata sulla valle con vista mare, bel
giardino con fontana illuminata, bell'indirizzo di charme. Interessanti i tre
piatti di "degustation" proposta dalla casa, da 19 € (paupiette più cannelloni
più tortino di melanzane) a 25 € (terrine di pesce e spiedino di gamberi)
serviti in piatto di metallo appena uscito dal forno e posato su sottopiatto in
legno. In due, più una 1/2 di rosso i dessert e caffè ne abbiamo avuto per 63 €.
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Rogliano
- Hotel Ristorante Sant’Agnellu |

Panorama
dal villaggio di Rogliano (Cap Corse) |

Rogliano
- Terrazza dell'Hotel Ristorante Sant’Agnellu |

Rogliano
- Torre genovese |

Martedì
11 agosto 2009
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La
prima colazione a Macinaggio si fa alla brasserie U Scalu (foto), la prima che si
incontra sul porto venendo da sud, terrazza all’ombra, croissants freschi, e
tanta gente. Formule petit dejeuner a 6,50 € con croissant pane burro e
marmellata , succo d’arancia in bottiglia e bevanda calda. |

Macinaggio:
brasserie 'U SCALU |

Macinaggio:
brasserie 'U SCALU |

Macinaggio |
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Macinaggio |
Alle
13:30 si parte in direzione Barcaggio, estrema punta nord del Cap Corse,
spiaggia e rocce. Quindi si riprende la D80 e
all’altezza di Botticello, e dopo
vari tornanti ed i soliti stupendi panorami alla cui bellezza non ci si abitua
mai, arriva il cartello e la deviazione per Barcaggio (10 km), per la precisione
U Barcagghiu. Allacciarsi le cinture si scende. Arrivati in paese subito la
sagoma dell’isola della Giraglia, uno scoglio all'estremità settentrionale
del Cap Corse, punto di riferimento per le regate del Mediterraneo, visibile
sino a 28 miglia marine di distanza. Il ristorantino con terrazza affacciato sul
piccolo porto turistico, "U Pescador Chez Noelle" , si propone a
noi. Ci accorgiamo che siamo proprio “au bout du monde” a giudicare dall’incasinamento
in cui si trova la cameriera, sorella della titolare, è lì solo per darle una
mano, ma è completamente superata dagli avvenimenti (depassée par les
evenements, diciamo in Francia), troppa gente non se
l’aspettavano, dice lei (ma siamo nella settimana di Ferragosto!!). In più
hanno appena avuto una "panne" d’elettricità durata
2 ore. Armati della pazienza tipica di chi è in vacanza ed ha deciso di non avere
mai fretta, aspettiamo il nostro piatto di gratin de crabes (15 €), che ha
tutta l’aria di un piatto inventato al momento, con quel che resta, in stato
di emergenza, accanto al gratin, servite dentro
una testa svuotata di granchio, qualche cozza, vongole, ed un paio di gamberi
sgusciati, alla rinfusa. Un piatto raffazzonato ma tutto sommato buono. Intanto
sono le 15 e la folla (motociclisti, escursionisti e turisti d’ogni risma) si
accalca all’entrata a scongiurare un tavolo. Niet.
Finito!, risponde a muso duro l’attempata sorella. Pomeriggio alla
spiaggia di Barcaggio, la sera al ristorante Osteria a Macinaggio;
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Spiaggia
di Barcaggio |

Spiaggia
di Barcaggio |

Spiaggia
di Barcaggio |

Spiaggia
di Barcaggio |

Barcaggio |

Martedì
12 agosto 2009
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Si
va a visitare il villaggio di Centuri, dall’altra parte del Cap Corse, da Macinaggio
20 km di strada stretta e tortuosa ma spettacolare che sale e scende
con annesso il Col di Serra (mulino Mattei) viste
e panorami vari. Le strade corse di montagna sono però pericolose, un coglione al
volante che crede di essere su una pista di rally prima o poi lo incontrate di sicuro,
è la
statistica che parla: quindi tanta prudenza, soprattutto i motociclisti, che
sono i più vulnerabili, tenete bene la destra soprattutto in curva.
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Centuri |

Centuri |

Centuri |
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Centuri |
Torniamo
a Centuri , una Portofino in miniatura, le nasse per
le aragoste ammassate nei bidoni lungo tutto il porto che ospita pescherecci ed imbarcazioni da diporto, villaggio celebre per la pesca delle aragoste (75
€ al chilo). Niente spiagge sabbiose ma affascinanti cricche di ghiaia e
scogli anche piatti dove posare l’asciugamano, e soprattutto il mare turchese,
un tuffo con la maschera a curiosare tra gli scogli e la prima cosa a
cui si pensa. Sulla piazzetta davanti al porto diversi ristoranti. Sosta al bar
Chez Marc per dissetarsi, ci servono anche olive e noccioline, miracolo! Si
ritorna alla spiaggia di Barcaggio. Ancora le alghe protette sulla sabbia, ma
sono state accatastate in mucchi sulla battigia, scoprendo così una fine sabbia
bianca, il mare è limpido e turchese il fondo è sabbioso con macchie nere qua
e là a riva e formate dalle solite alghe, ma non danno fastidio, si tocca per
un po’. Anche qui ogni tanto qualcuno viene punto da una medusa (strofinare
con la sabbia!). Alle spalle la vegetazione con arbusti e cespugli. Un
recinto per impedire l’accesso alle vacche, sullo sfondo
la Torre dell’Agnellu, di fronte l’isola della Giraglia, uno scoglio
all’estremità settentrionale del Cap Corse, punto di riferimento per le regate
del Mediterraneo. |
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Centuri |

Centuri |

Centuri |

Centuri |
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La serata scivola sul lungo porto di
Macinaggio, del resto tutto si gioca li, in quello spensierato susseguirsi di dehors affollati dei 4 / 5 ristoranti
del paese. Approdiamo di nuovo, come domenica sera, al Restaurant de l’Ile, di gran lunga la più bella terrazza sul porto di
Macinaggio. Tavoli in
tek, eleganti sedie in telo bianco, tovaglie verdi chiaro in tinta con le
candele e due bambù posati sul
tavolo : molto chic e rilassante. I prezzi che ricalcano quelli dell’Osteria,
il menù a 28 € è valido, scegliete il duo de thon demi cuit
in entrée ed il pavé di lìche (è una specie di tonno, non so
tradurlo se qualcuno vuol darmi una mano..), o anche la suggestion du jour che è sempre di
pesce, sul
dessert siete obbligati a prendere fondand au chocolat, che di fondant
ha ben poco,
bocciato. Buone ed abbondanti les moules Marinieres (solo 10 €) o l’entrecote
con patate fritte (18 €).
Ristorante
Osteria di U Portu a Macinaggio
Ristorante familiare con
tanto di vasca con aragoste giganti
in bella vista.
Stella,
la figlia, e la madre servono, litigano un po’ tra loro, ma il cibo è buono,
e nulla di più. Specialità: frittelle di formaggio. Menù a 22 € copioso
con quattro portate. Decor e quadro nettamente inferiore al Restaurant des Iles, poco più avanti.. Ad agosto prenotazione indispensabile per avere un
tavolo.
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Bastia
Ocra,
verde, giallo. Le facciate colorate delle case e i tetti in pietra e ricordano
la Liguria. Come del resto i vicoli stretti, che qui si chiama no carruggi, e la
parlata dei pescatori che non ha perso alcune inflessioni della vicina costa
italiana. Bastia, la seconda città della Corsica, deve a Genova la nascita e la
fortuna. Stretta tra mare e monti, ha un fascino discreto fatto di scorci e
atmosfere. Al vieux port (il Vecchio Porto), la piccola insenatura protetta da
due mogli, i vecchi gozzi sono ancorati a fianco di yacht miliardari e pescatori
rammendano le reti davanti al locale che la sera restano aperti fino le ore
piccole. Per secoli questo è stato solo il porto di Cardo, villaggio a mezza
costa ha inglobato oggi nella città, la tosse e le barche cariche di Pino
partivano alla volta di Pisa. Solo nel quindicesimo secolo il governatore
genovese Lionello Lomellino iniziò
la costruzione di un torrione,1 Bastiglia sulla rocca, mettendo le basi di
quella che sarebbe diventata poi la Cittadella. Dà i moli del vecchio porto le
scalinate salgono verso le antiche fortificazioni e attraversano un’oasi di
verde, dalle palme, i pini e le piante grasse del Jardin Romieu . Mentre la
vista si alza sulla città e sulle isole dell’arcipelago toscano.. Ancora
circondata dagli antichi bastioni, la cittadella riacquistato il suo fascino
dopo anni di abbandono: le strade regolari i palazzi dei notabili , la
cattedrale di Santa Maria e lo oratorio della Santa Croce. Tutto stucchi dorati
e lì, conserva il Cristo dei miracoli, protettore dei pescatori, portato in
processione, ogni anno, il 3 maggio. Fino a oggi, il motore delle sacre
rappresentazioni sono le confraternite, nate intorno al 600 e formate da uomini
che esercitavano una stessa professione. I loro oratori sono piccoli gioielli
barocchi, come quello di San Rocco, tutto ricoperto di marmi policromi, o quello
del Immacolata concezione, con mosaici, affreschi e velluti di Damasco. Per
entrare in sintonia con la città bisogna seguire i riti dei suoi abitanti dal
caffè della mattina al pastis dell’aperitivo o seduti a uno dei tavolini
della bella place saint-Nicolas. Fino alla spesa al mercato della domenica, ai
piedi del vecchio municipio, in mezzo a bancarelle di frutta e verdura
freschissime, formaggi e salumi, e e ostriche e dello stagno di Urbino.
Cap Corse
L’aria
di casa si ritrova anche nei villaggi di Cap Corse. Questa penisola formata da
visti, le verdi pietre usate ancora oggi per i tetti delle case, a due corse
molto diverse tra loro quella occidentale, con pareti a strapiombo; quella
orientale, bassa e lineare, attraversata da larghe vallate. Sulle spiagge di
ciottoli, alla foce dei torrenti, si aprono le marine, i piccoli approdi dove si
imbarcavano merci e persone: per secoli e infatti gli spostamenti da una località
all’altra sono avvenuti principalmente in via mare. Così il dito della
Corsica, proteso al Nord verso il Mar ligure, è rimasto un mondo a
parte,1’isola nell’isola, da sempre più vicino a Pisa, Marsiglia, Genova e
Livorno che ad Ajaccio o a Corte.grazie all’abilità marinara dei suoi
abitanti (e anche in questo i capoCorsini si differenziano dagli altri corsi) ,
il Cap era un punto di partenza per
il fino, la legna, l’olio, il sugo della regione.ma quando nel diciottesimo
secolo la potenza di Genova declino, e riscatta Ezio un periodo di decadenza, ha
accelerato un secolo più tardi dalle restrizioni doganali imposte dai francesi.
Molti furono costretti a emigrare. Alcuni trovarono impiego nella società di
navigazione transoceanica, altri cercarono fortuna alle Antille, in Venezuela,
in Nord Africa dove molti divennero famosi. Franceschi nel sedicesimo secolo
guidò le navi portoghesi alla conquista delle Indie; la famiglia Cipriani di
centuri combatté in Sudamerica a fianco di Simon Bolivar; Domenico Cervoni , di
Luri, navigo
nelle Antille e diventò personaggio dei romanzi di Joseph conrad. I
catto Corsini si dimostrarono anche abili contadini. Con un lavoro titanico
trasformarono i fianchi delle vallate in terrazze coltivabili. Sulla costa
occidentale dove mancava anche lo spazio per le terrazze, da buoni marinari,
salivano sulle barche a Nonza o a Pino e facevano vela verso il desert des
agriates , dove coltivavano viti e cereali; strano incrocio di
contadini-marinai. Le colture di olivo, vite e cedro furono abbandonate negli
anni dell’emigrazione. Poi, nel 1878, arrivò il colpo di grazia: la
fillossera distrusse i due terzi dei vigneti della penisola di Cap Corse. Dal
parassita si salvarono soltanto i vigneti di Rogliano e Patrimonio, tra i
migliori dell’isola, con filari bassi che arrivano fino al mare.per il resto
alla macchia mediterranea sembra aver ripreso il sopravvento, ricoprendo
terrazze e mulattiere che un tempo collegavano i villaggi dell’entroterra come
Sisco, Brando, Rogliano.oggi sono le marine il fulcro della vita, collegate da
una strada costiera, tortuosa ma spettacolare. Erbalunga con le sue case
raccolte intorno alla torre. Port de Centuri
con il suo porticciolo e le masse per le aragoste. Nonza , arroccata a
strapiombo su una delle spiagge più belle dell’isola.
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