Le Thor Pub
32, Cours Saleya – Vieux Nice (cartina
N-7)
(clicca sull’immagine per
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del Thor Pub)
Il
Cours Saleya, più conosciuto dai turisti come “Marché aux Fleurs” é uno
dei posti di Nizza che io più prediligo. Il Thor si trova all’inizio del
Corso, arrivando dalla piazza del Tribunale, sulla destra, subito dopo il
ristorante Bistro Romain. Un’altra tappa fondamentale del nottambulo nizzardo.
Qui abbiamo a che fare con la Danimarca, e le sue dolcissime creature di sesso
femminile. Sia chiaro, il titolare é francesissimo, ma sia dietro il bancone
che a far la spola tra i tavolini e il bar ci troveremo dinnanzi esclusivamente
capelli biondi, guance rosse ed un sorriso garantito per tutti. In questo locale
suonano le migliori band della Costa Azzurra; ogni sera, che sia estate o
inverno, abbiamo la garanzia di poter gustare le performances di un buon gruppo,
con musica che può spaziare da quella anglo-americana a quella francese e, a
volte, capita di poter ascoltare qualche pezzo italiano, solitamente di
Zucchero, Eros Ramazzotti o Laura Pausini. Il locale é sufficientemente
spazioso; al piano superiore, a cui si accede con una scala piuttosto angusta,
soprattutto in curva (occhio a non cadere), c’è il gruppo che suona, con
tanto di videocamera e megaschermo, e la grande sala coi tavolini. Qui non si
balla sui tavoli, anche perché c’é lo spazio necessario per sfogarsi
tranquillamente coi piedi per terra. Dritto all’uscita della scala, ci sono
degli sgabelli su cui puoi intrattenerti se non hai voglia di sederti ai tavoli:
é un ottimo punto di osservazione sui movimenti nel locale. Recentemente è
stato aggiunto, anche a questo piano e molto opportunamente, il bar con un
bancone rotondo
, ottima scelta: anche se era spettacolare vedere le cameriere
come tante “Cappuccetto Rosso” fare le equilibriste coi vassoi colmi di
boccali di birra arrampicarsi sulle scale urlando “ATTENTIOOON!” in un
impasto di danese, francese e inglese. Se no, ci si può benissimo fermare di
sotto, sedersi al bancone (se trovi il posto) e berti una buona birra. Da li
puoi osservare le giovani bariste che affannosamente ma con molta convinzione e
dedizione spillano birre a ritmo ossessionante, cercando di star dietro agli
ordini che arrivano dalle cameriere. Mi auguro per loro che siano studentesse e
che sono li dietro solo per fare qualche soldo. Fanno un po' le civette, sanno di
essere osservate. Tra loro parlano in danese, coi clienti in inglese e in
francese, ma state certi che l’italiano lo capiscono, quindi attenzione a ciò
che dite. Volendo tirare una conclusione, si può dire che, rispetto al
Chez Wayne’s, qui c’è una frequentazione più francese e più spazio per
muoversi.
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IMPRESSIONI