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Ristorante VESUVIO
68, La Croisette
06400 CANNES
Tel 04 93 94 08 28
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Non è il fatto di andare al Vesuvio a mangiarsi la pizza o
un piatto di pasta, quello che mi aggallava è che era sabato sera sul tardi,
passeggiavo a Cannes lungo la Croisette, e proprio alla vigilia del Festival del
Cinema 2008, e in più cercavo un ristorante. L'atmosfera già la sentivo, per
averla già vissuta in passato, era la Cannes più "cagona" dell'anno
che si stava preparando, quel "m'a tu vu?" generalizzato che stava
come al solito contagiando tutti, e dove se non in un ristorante sulla Croisette
di sabato sera per godersi questo sublime spettacolo di concentrato di tardone
super tirate e quant'altro può veramente esprimere l'essenza del superfluo e
dell'effimero? Era tardi ma quel ristorante era ancora pieno e in più non c'ero
mai andato, ma sì, era uno dei tanti ristoranti italiani in Francia da
pizza e pasta cucinata male, ma ci scivolai dentro comunque anche complice Syl
risucchiati tutti e due dalla follia "cannoise". Follia a cominciare
dal menù, aprendo il quale apprendemmo, per la verità con scarsa meraviglia,
che per una pizza questi signori chiedevano 15 euro e per un piatto di pasta
altrettanti (come minimo) e la cosa più grave era che in quel contesto psico/socio/ambientale
eravamo disposti a darglieli; già sapevo che non era quel che c'era nel piatto
che avrei pagato, bensì l'indirizzo del ristorante: la Croisette. Se per una bottiglia di vino bisognava scucire
almeno 30 euro, per un dessert la colonna a destra coi prezzi era laconicamente
un susseguirsi di 10 euro. Ma al diavolo pensare a 'sto bagno di sangue, ovunque
mi giro nella sala c'è bella gente da tutto il mondo, ehm.., proprio sotto di
noi alla nostra destra un tavolo con due distinte signorine americane sulla
quarantina armate di unghie in resina appena fatte, la prima corpulenta con
protesi di ciglia, boccoli, vestito rosso sgargiante sembrava uscita da un opera
lirica, si sta pappando delle costatine di agnello con belle ed unte patatine
fritte, all'americana, e per dessert un bella coppa di gelato alla crema
affogata nel cioccolato caldo, l'altra più snella, due sfiziosi filetti
di salmone grigliati, anche nel dessert si mantiene in linea con un anonimo
sorbetto al limone. A sinistra una tavolata di gente, le donne dalla più
giovane alla meno, tutte con la stessa identica pettinatura corti al collo con
mesh, i bambini vestiti con abiti griffati.
Poi osservo Syl, sempre più bella, e quindi mi metto a pensare
che da troppo tempo non mi cucino una salsa per le penne all'arrabbiata, mi ha
sempre attirato la sua semplicità di pomodori con aglio olio peperoncino e
prezzemolo, in più anche nei ristoranti francesi questo piatto raramente
riescono a rovinarlo, il simpatico cameriere mi conferma che è buono e allora
vado; in effetti la generosa porzione che mi è arrivata in un piatto ovale mi
ha soddisfatto, anche se l'aggiunta di olive nere greche proprio non era
necessaria; la Pizza al gorgonzola (cotta nel forno a legna, ingredienti buoni
ma dimensioni piccole) di Sylvie ed i due dessert a seguire (cheese cake à la
framboise e Île flôttante, visto il prezzo pessimo rapporto qualità/prezzo)
erano buoni nel senso che si facevano mangiare, e comunque di più non mi
aspettavo. Bello il decor e la sala sempre piena in ogni ordine di posto.