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| Restaurant L'Oulivié du Suquet
3 rue Suquet 06400 CANNES
tél. 04 93 68 30 66 |
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Quante volte penso uscendo da un ristorante "...certo
che é caro il ristorante, questi piatti che ho mangiato se me li preparavo io a
casa avrei speso un decimo, e poi cazzo con 100 euro mi sarei potuto comprare
qual paio di pantaloni che ho visto ieri da Burton e cosi almeno mi sarebbe
rimasto qualcosa di concreto in mano...".
E'ovvio che in quei 100 euro quella sera c'erano anche le due
ore seduti al fresco, io e di fronte la mia lei splendidamente acconciata, in
terrazza in compagnia di altri fortunati avventori serviti e coccolati dalle due
gentili e simpatiche serveuse (che scoprirò essere sorelle) ad intrattenerci ed
a spiegarci i piatti che ci servivano, c'era anche il raffinato decor del
ristorante, e poi il piacere di osservare (e di farci a nostra volta osservare)
il via vai dello struscio notturno della magica rue du Suquet; poi non potevo
dimenticare il lavoro dei uno dei due chefs per preparami quel fois gras
"fait maison" anzi "confit maison" al fleur de sel
accompagnato con un compote di mango dolce da spalmare su triangoli di toast ed
una delicata insalatina di rucola, con cui ho iniziato la mia cena.
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Ho proseguito, con un Magret de Canard Roti au miel
d'eucaliptus, accompagnato a sinistra da un succulento gratin dauphinois
infilzato da due rametti di lavanda che la bionda tinta ed intrapredente
cameriera mi ha consigliato di prendere e sbriciolare le sue foglie secche sul
magret de canard arrostito e servito tagliato in due pezzi (cottura
"rosé", mi raccomando!); la bionda ha poi pensato di ritornare con un
giganteso trita pepe spolverandomene un bella quantità sul mio magret. Buono,
pucciato nel fondo di miele di eucaliptus, più la lavanda ed il pepe e perché no
quel fiore messo li nel piatto da mangiare, sembravo una capra.
Ma mi sono divertito, quella sera, all'Oulivié du Suquet,
non uno dei tanti affollati ristorantini che si sussuegono lungo l'affascinante
stradina in salita della città vecchia. Un ristorante con la pretesa, ora posso
dire fondata, di uscire dall'ordinario, con 2 chefs che propongono 2 cucine: una
asiatica tradizionale e l'altra provenzale creativa , io mi sono buttato sulla
seconda, Sylvie sulla prima, non avevo dubbi vista la sua passione per il pesce
crudo e per tutto cio che é "dietetico". Anche lei si é divertita
col suo piatto decouvert con 20 sushi di vario tipo, tonno rosso, salmone,
rabarbaro.
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Anche la bionda cameriera si é divertita in particolare quando mi ha
portato il conto , 115 euro, c'era anche una bottiglia di Bordeaux,
c'erano i due dessert, creme brulée ed un plateau di formaggi.
Bell'indirizzo, da farci un salto. |
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