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"L'os à moelle" e "Morceaux de boeuf mijoté dans le citron", due piatti memorabili assaporati nel cuore di Parigi in mezzo a tanta bella gente ed a prezzo corretto. Per arrivare a questo rispettabile risultato, parto da Nizza col volo EasyJet delle 17. Solite code al chek in, annuncio del canonico ritardo di una mezzoretta, stessa indentica strizza delle volte precedenti al decollo e relativo pensiero ricorrente, proprio mentre l'aereo coi motori a manetta sfida la forza di gravità e come un razzo sale verso i 10.000 metri "se mi va bene stavolta, giuro che non mi vedono più!". Che bello arrivare a Parigi la sera, l'OrlyVal, mi studio l'itinerario del metro osservando la carta, devo scendere alla stazione St. Augustin, arrivo all'Hotel Best Westerns che é sera, mi sono portato l'impermeabile per non sbagliarmi. Domani ho una giornata di formazione interessante, il tempo é contato e mi sono piuttosto concentrato, come faccio in questi casi, su un buon ristorante. Sull'aereo armato delle solite guide mi faccio incuriosire da "La Maison de l'Aubrac": "Manzo alle 3 del mattino! La carne proviene dalla regione dell'Aubrac, dove la famiglia del proprietario alleva questi fantastici animali. Molti chef parigini lo sanno e si incontrano qui alla chiusura dei ristoranti. E lo sanno anche nottambuli, tassisti, turisti che hanno perso la strada e adoratori del manzo: per questo il locale è spesso affollato, e l'accoglienza puo' lasciare a desiderare. Ma a questo si puo riparare: basta chiamare un sommelier, dare un'occhiata alla straordinaria lista dei vini (900 voci) e farsi aiutare a scegliere una squisita bottiglia delle Linguadoca-Roussilon o della valle del Rodano. Poi sedetevi comodi, rilassatevi e guardate il sole che sorge".
E allora esco dall'albergo alle 10, mi godo l'aria pungente della Parigi notturna, taglio per la Rue La Boètie, la percorro quasi tutta sino ad incrociare gli Champs Elysées, all'altezza di Monoprix (sappiate che é aperto sino alle 23, non si sa mai se avete dimenticato lo spazzolino...), attraverso la strada godendomi la vista sull'Arc de Triomphe illuminato, passo davanti alla "Maison de l'Alsace" (coquillage e Wurstel e crauti alla grande, la prossima volta ci vado) ed eccomi nella rue Marbeuf, ancora pochi metri e raggiungo La Maison de l'Aubrac. Naturalmente non posso confermarvi la frequentazione che c'è alle 3 di notte o all'alba. Posso invece assicurarvi che alle 22 e 30 era pieno ed era un piacere stare li. Nella carta dei vini vi perdete veramente, per fortuna giunge in vostro soccorso il sommelier che vi darà dei buoni consigli, le bottiglie hanno prezzi folli, "le verre" é la soluzione giusta, in più ti "costringe" a sorseggiare e a non alzare il gomito. Piatti abbondanti e succulenti, 4 pezzi di midollo (spacciati per une "entrée" ma era copioso!) serviti nel loro brodo direttamente nella "casserole" bollente, accompagnati da 4 fette di pane tostato, un grande momento. Lo spezzatino a seguire era il piatto principale , nonostante fossi esausto per l'os à moelle me lo sono pappato quasi tutto. Spazio per il dessert non ce n'era, peccato, un buon caffe ed il conto (39 €).
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