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(Febbraio 2008) Per chi si trova a Cannes e vuole "farsi" un ristorante cinese, con bella gente, sempre pieno, prezzi accessibili e, soprattutto, buono, ecco un bell'indirizzo, forse il migliore che potreste trovare a Cannes. Si trova in una via stretta parallela alla rue d'Antibes, quindi organizzatevi bene per il parcheggio. Ci accoglie una signora cinese, per la verità non molto in vena di sorridere, ci propone un tavolo da due, non certo il migliore che aveva. Cominciamo male. Ci voleva mettere in vetrina, ma che bisogno c'è quando il locale é già pieno e ci sono tavoli migliori? Infatti ci addentriamo nel locale e troviamo un tavolo più accogliente, più nel vivo dell'ambiente del ristorante, lì sì che siamo contenti. Ci portano il menu, e come spesse accade nei ristoranti orientali, più che un menu é uno spesso ricettario, fatto apposta per perdersi nei vari piatti, foto, ingredienti, specialità, e capire dove andare a parare diviene un dilemma. Alle prime pagine trovo specialità tailandesi (ma non eravamo in Cina?) vabbé, proseguo, e cominciano quelle cinesi. Primo obiettivo, non prendere un piatto che già si conosce bene, di quelli che si prendono abitualmente al fast food cinese sotto casa o vicino al luogo di lavoro (a Nizza sono ovunque), col vassoio in mano ed in mezzo a segretarie, impiegati, ed altra manovalanza che popolano questi self-service dove, indubbiamente, si mangiano porzioni notevoli a prezzi modici e spesso si tratta di cibo buono (dopodiché per quanto riguarda l'aspetto igiene e provenienza delle materie prime, non possiamo che farci il segno della croce, ma questo riguarda tutti i tipi di ristoranti). Va bene, scelgo un BO BUM (capiente ciotola con vermicelli di riso, carne di bue a pezzi, nem a pezzi, germogli di soia, e una salsina, mischi tutto e vai!), affiancato da germogli di soia (ancora loro) saltati in padella (buoni anche loro, con la solita succulenta salsina a sostegno). Syl sceglie i NEM (gliene servono 4 per € 5,8, con le sue belle foglie fresche d'insalata in cui avvolgerli insieme alle foglioline freschissime di menta ed a qualche germoglio di soia, poi lo pucci nell'olio di soia, mmmhh...!), a seguire uno spiedino di gamberi (brochette de crevettes) col suo contorno di riso cantonese. Non potevamo rinunciare al dessert, dove sono molto originali: Leeches con gelato di cocco e sesamo (i leeches erano sciroppati, quindi voto insufficiente) e Frittelle di mele flambée, buone, loro cucinano grasso con la frutta, mah.,,?! . L'unico vino cinese sulla carta l'abbiamo voluto provare, 17 euro retrogusto un po' liquoroso ma ce lo siamo scolati comunque, era buono, il vitigno era il Cabernet Sauvignon. Globalmente un bell'indirizzo, andate senza problemi. Dimenticavo, in tutto abbiamo speso 63,80 €, ed insieme al conto, come vuole la tradizione, ci servono su un vassoio due piccoli asciugamani bollenti, e due bicchierini di liquore di riso.
La cucina cinese Alla base della cucina cinese vi è la stessa forza universale che, secondo l’antichissima filosofia cinese, si estrinseca in tutti gli ambiti della vita dell’uomo ed alla quale l’uomo deve uniformarsi: il Tao ( La via ). Il Tao si manifesta attraverso due forze opposte, lo “Yin” e lo “Yang”, rappresentate di ambito in ambito da luce ed oscurità, maschio e femmina, dolce e salato, freddo e caldo. L’equilibrio di queste due forze è alla base dell’armonia dell’universo, della vita dell’uomo e come avrete intuito anche della sua cucina. Già migliaia di anni fa per i cinesi l’alimentazione era così importante che le caratteristiche dei cibi e degli alimenti venivano attentamente studiate dai medici e dai taoisti che individuavano in una corretta ed armonica alimentazione uno dei modi principali per migliorare la salute ed allungare la giovinezza degli esseri umani. Inoltre la cucina cinese che possiamo assaggiare in Europa è per lo più solo una delle quattro principali cucine cinesi che esattamente sono: La cucina cinese del nord: La cucina cinese del sud: La cucina cinese dell’est: La cucina cinese dell’ovest: Per cimentarsi con la cucina cinese non servono attrezzature particolari, a parte un Wok ( una particolare padella dal fondo sferico meglio se in ghisa, ormai molto facile da reperire ) ed il coltello rettangolare cinese, che però può essere sostituito egregiamente da un qualsiasi coltello pesante molto affilato. Nella cucina cinese non esistono le divisioni fra primi piatti e secondi piatti, la procedura corretta è presentare l’assortimento principale delle vivande contemporaneamente, dopo gli antipasti e prima delle zuppe calde che hanno una funzione digestiva. Vengono infine la frutta ed il dolce. E' consigliabile infine accompagnare i pasti con birra o thè verde, mentre per i vini è bene evitare i rossi, in favore di bianchi o rosè. Vanno ovviamente bene anche alcune specifiche bevande di cereali fermentate da servire calde, che però non sono facilissime da reperire
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