Dove si possono vedere anziane coppie pranzare accanto a turisti giapponesi
ed a giovani italiani? Dove si trova la più economica maionese di vero uovo di
Parigi? Da Chartier, naturalmente, e in nessun altro posto. Il menu sull'ardesia
affissa all'imbocco del cortile propone l'ultimo bouillon della città, une vera
istituzione che vi riporterà indietro di cent'anni, ai tempi in cui gli operai
mangiavano per pochi centesimi in una splendida atmosfera da tavola calda della
Belle Epoque. Da allora non è cambiato molto: gli stessi camerieri e cameriere
che scrivono il conto sulla tovaglia di carta, gli stessi classici piatti
francesi, gli stessi prezzi, lo stesso rumore e la stessa bellezza. Chartier é
un magnifico cimelio, un tesoro da salvaguardare.
Arrivo la sera, sono le 8 e mezza, la solita coda in fila indiana per
entrare, come fossimo al teatro, parigini, francesi, turisti, di tutto un po'.
Sono appena risalito in superficie dalla stazione del metro Grands Boulevards,
la rue Faubourg Montmartre é una traversa proprio li vicino. Vedo subito
l'insegna rossa al neon Chartier che mi indica l'ingresso nell'impasse al n. 7.
L'attesa dura poco , la signorina ci dice che possiamo entrare, passiamo la
porta in legno girevole, ed eccoci in questo grande ristorante, accediamo
all'euforia di essere li, la stessa che vedremo una volta seduti, sulla faccia
di quelli che entreranno dopo di noi. Il maitre de salle ha un viso antico,
sembra veramente uscito da un un museo dell'epoca. In compenso ci tocca la
cameriera Sophie, la madre siciliana, lei una bruna per me bellissima, siamo
fortunati perché le altre cameriere sono delle discrete ciofeche. Il menu su un
foglio, alla buona, piatti francesi, molti classici, prezzi modici, le porzioni,
certo, sono proporzionate ai prezzi. Ho assaggiato l'indivia al Roquefort, poi
una tartare ed infine una compote di pomme. In questo contesto, mobili in legno
antico , sala immensa su 2 piani, un gran vociare per la quantità degli
avventori, si é contenti e ci si convince che si é li per questo,e anche per
Sophie che continua a deliziarci con la sua dolcezza e simpatia, e forse non tanto
per mangiare.