|
|
Sono stato a Marsiglia, prima a Cassis e poi a Marsiglia, c'ero già stato, ma più di 15 anni fa, a Aubagne. Andavo a Marsiglia la sera, il ricordo più lucido é il deflettore rotto dell'auto, l'avevo parcheggiata su un marciapiede, all'epoca le rubavano ancora le autoradio, l'avevo nascosto sotto il sedile e probabilmente qualcuno mi aveva visto. Stavolta ci sono andato da turista, chissà perchè Marsiglia, un week-end per scoprire qualcosa di questa città, e perche no? Due ore da Nizza, punto il GPS su Cassis, e ci arrivo all'una, con un sole scintillante che esalta i colori vivi delle barche ormeggiate, il pavimento del molo e le tende variopinte dei ristoranti tutti pieni. Gioco con lo zoom della mia fotocamera, con questa luce e questi colori tutto é bello da fotografare. Sui ristoranti, in questi due giorni, non ci siamo impegnati un granché, l'importante era la folla in terrazza sulla strada pedonale, les moules marinières, persino la bouillabaisse ce la siamo fatta una sera tardi in un ristorante trappola per turisti "Le Ruban Bleue" (29, Rue Saint Saëns tel.04 91 54 39 80), nella zona pedonale a ridosso del porto, ma a quell'ora tarda la priorità era sedersi ad un tavolo accogliente e ben apparecchiato, un'atmosfera calorosa , in più ci siamo ritrovati una cameriera supersorridente e cortese, (subito la prendo per un trans brasiliano, più avanti mi convinco che é una donna) l'importante era divertirsi, e ci siamo riusciti bene.
La cameriera mi spiega, paziente, precisa, sorridente, ironica, scherzosa, la conferma che é abituata coi turisti giapponesi, ecco il vasetto con la salsa "rouille": tartinata sui crostini di pane ed il tutto ammollato nel brodo di pesce é super, questo è indiscutibile e forse anche geniale, questa volta la cucina francese sa esaltare le papille gustative senza ricorrere senza scrupoli alle materie grasse sature; infatti la "rouille" si limita a contenere l'olio di oliva quale grasso (niente uova, burro o panna) il resto é patata, zafferano, aglio, peperoncino e un po' di limone. Il rito prevede che la spalmiate su un crostino di pane, un po' di emmenthal grattugiato sopra e via "pucciato" qualche secondo nel brodo di pesce, mmmhhh....; nel frattempo la nostra gaudente cameriera mi arriva fiera a mostrarmi il piatto coi 3 o 4 pesci strabolliti che ben presto dovrò mangiare nella zuppa, sono perplesso, non può essere cosi sciatta ed insignificante il sapore di una bouillabaisse, é cio che ho pensato lungo tutta la mangiata, e pure la sera in hotel prima di addormentarmi. Insomma, di cinema ne ho visto parecchio, ma di qualità (a parte la "rouille" che era buona) poca o niente. Lascio perdere il seguito, sempre all'insegna del "nulla" di importante nel piatto. Il timbro rosso sull'addition "reglement accepté especes et cheques" mi pare una bella presa per il culo, mi alzo mi avvicino alla cameriera, le guardo le sue mani grandi e le sue unghia larghe e lunghe da uomo, che mi dice che si po' comunque pagare anche con CB. Lasciamo perdere. Marsiglia, città poco francese e molto meridionale, non si respira l'aria di perfezione, di attenzione a tutto, di efficienza e pulizia del "pubblico" che ho incontrato nelle città del resto della Francia; un sano imbastardimento di tutto c'é inevitabilmente stato grazie al sua porto destinatario storico di vari tipi di immigrazione in particolare dall'Africa: questo credo sia la sua vera caratteristica, una grande città di porto.
|