Parigi

PARIGI

Vi chiederete, che c'entra Parigi con la Costa Azzurra? Geograficamente e climaticamente veramente nulla. Tanto é luminosa e temperata la prima,  tanto é grigia e piovosa la seconda. Ma chi vive e lavora in Francia, ovunque si trovi, non può prescindere da Parigi, la capitale, vero sole attorno al quale tutto gira; é chiaro che questo ritratto tradisce la natura dirigista ed accentrata di questa grande e gloriosa nazione che é la Francia. Ma cosi é. E se per ragioni professionali si é attratti come una calamita da Parigi (vuoi per partecipare a delle formazioni o per incontrare funzionari pubblici o vertici aziendali) faremo finta di sbuffare, ma in realtà siamo felici di poter ancora una volta passeggiare lungo i suoi boulevards, e sentire ancora l'odore acre ed unico appena scendiamo nel Metro,  e sentire il tuffo al cuore al vociare della folla a tavola di quando entriamo  nelle sue immense e calorose brasserie storiche piene di bella gente lasciandoci alle spalle un tempo da lupi, ed a farci una volta di più sopraffare dal suo fascino assoluto che facciamo sempre fatica a descrivere per il timore di essere banali. Mi piace la definizione citata dall'articolo che segue(che ho tratto da una recente guida pubblicata dall'Espresso "Parigi - Viaggiare con stile"), si,   Parigi é un luogo in cui chi vaga senza meta potrà trovare a ogni angolo di strada sorprese e ricompense inattese. Naturalmente, con una bella guida in tasca, le sorprese e le ricompense le possiamo trovare più rapidamente. Come per la Costa Azzurra, cercherò di segnalare le esperienze più positive che ho avuto, in particolare nelle mie incursioni gastronomiche e magari anche altre curiosità.

Parigi é nel cuore e nella fantasia di tutte le persone, in tutto il mondo. Più di ogni altra grande città, non ha bisogno di presentazioni. Anche chi di noi non ha mai messo piede nella Ville Lumière le riconosce un ruolo di guida per tutte le attività artistiche e letterarie del dopoguerra; un punto in cui creatività e filosofia si incrociavano nei caffè della Rive Gauche assieme al fumo delle Gitane. "E' come Parigi negli anni venti", si dice di una città che attragga una folla internazionale di bohémien con la sua immensa offerta culturale e la sua vita particolarmente intensa. Però non esiste città che riesca a catturare davvero la tipica atmosfera "romantica" di Parigi. Queste ineluttabili definizioni saranno forse diventate cliché abusati,commercializzati e banali, ma il suo vero carattere è ancora lì ad attendere il visitatore smaliziato. 

Come tutte le città antiche, la moderna Parigi è costruita su numerosi strati e vive su svariati livelli percettivi fisici, storici ed emotivi. 

Uno dei motivi per cui Parigi è riuscita a conservare la propria atmosfera consiste, naturalmente, nel fatto che è sopravvissuta - restando più o meno indenne- alle grandi guerre. 

 

Concupita da invasori che preferirono possederla anziché distruggerla, Parigi è una città segnata da imponenti personalità e da grandiose istituzioni: da re Filippo Augusto, che vi istituì la prima università nel XIII secolo, allo spendaccione Francesco I, che ricostruì il Louvre in stile rinascimentale italiano e promosse l'umanesimo, al Re Sole che, ancora più grandioso, lasciò il Louvre per trasferirsi a Versailles, fino a Napoleone, che vi aggiunse i suoi monumenti imperiali come l'Arc de Triomphe, l'Arc du Carrousel e la colonna di place Vendôme. 
Fu però probabilmente suo nipote Napoleone III a lasciare alla città l'eredità più visibile attraverso l'opera del suo urbanista (e futuro barone) Georges Haussmann. Fu lui a "modernizzare" Parigi, eliminando vaste distese di edifici medievali (con un operazione che gli storici urbanisti biasimano tuttora) per fare spazio ai maestosi boulevard che attribuiscono alla città gran parte del suo carattere sontuoso, oltre che a scuole, chiese e sinagoghe. Com'è comprensibile, i moderni governi democratici di coalizione si sono limitati rispetto ai loro predecessori, ma alla fine del XX secolo la città è stata comunque modificata da ampie visioni architettoniche come il pionieristico centro d'arte progettato da Richard Rogers e da Renzo Piano e finanziato da Georges Pompidou nel 1977 e l'audace conversione della Gare d'Orsay in una celebrazione dell'arte sostenuta da Valéry Giscard d'Esteing. 

I controversi grands projets avanzati da Mitterand negli anni '80 e '90 (l'Opéra Bastille, il progetto Grand Louvre, la nuova biblioteca, la Grande Arche de la Défense) e la più recente creazione di vasti parchi minuziosamente progettati e situati proprio sul perimetro del centro cittadino - André Citroën e Bercy - confermano la lungimirante determinazione a garantire che Parigi conservi sempre un connubio tra audacia, modernità e innovazione urbana.

 

Questi ambiziosi progetti ci ricordano che, per quanto la città abbia conservato molte tracce del suo passato, è comunque una metropoli cosmopolita all'avanguardia nel campo della moda, del design e dell'arte. Parigi è il luogo in cui gli artisti, i musicisti e gli scrittori accorrono a frotte per ispirarsi e per trovare stimoli creativi. Qual'è, il motivo? L'amore per la bellezza e lo stile è forse una caratteristica tipica della Francia? Esiste un senso romantico insito nella tradizione della città, nel suo passalo, nella sua lingua? Celebri per la loro particolare atmosfera e per l'impareggiabile stile le strade di Parigi sono state teatro della più famosa rivoluzione del mondo, di proteste popolari, di un'occupazione e della liberazione dallo straniero, di manifestazioni oceaniche. Quello che i visitatori troveranno nell'odierna Parigi è una città traboccante di energia creativa ma non nello stile spigoloso e urbano di Londra, tanto per fare un esempio, bensì con una modalità più semplice, alla mano, di chi è abituato a convivere da secoli con la creatività. Gli alberghi più noti sono riccamente decorati in stile Impero o con un minimalismo di impronta tipicamente francese: i migliori ristoranti coniugano il talento degli architetti più innovativi con quello di giovani chefs, seguaci della famosa scuola culinaria francese ma ugualmente pronti a cimentarsi in una cucina globale. Le imponenti case di moda di un tempo costeggiano ancora il Faubourg St. Honoré e gli Champs-Elysées, ma ora vi si sono anche nuovi nomi, e in alcune zone del Marais, della Bastille o Montmartre si trovano i piccoli atelier di giovani designer dove si creano abiti, accessori e mobili che un giorno saranno celebri ma per ora sono solo creazioni magnifiche e uniche come non sarebbe possibile trovarle in nessuno altro posto al mondo, La scena notturna continua ad alimentarsi di una continua reinvenzione che ha dato nuova vita ai vecchi cabaret di Montmartre e agli spazi una volta abbandonati intorno a place de la Bastille e place de la République, Di recente si sono aggiunti anche molti creativi di belle speranze che hanno ravvivato i"villages"della periferia come Canal St-Martin e Belleville, l caffè culturali della città restano vivi e vegeti, e molte celebri "terrasses" Sono state rimodernate e ora pullulano di conversatori o di avventori solitari che se ne stanno ore immersi nella lettura di Le Monde o magari guardano la gente passare. Parigi è davvero, per citare l scrittore Edmund White, la città del flâneur, un luogo in cui chi vaga senza meta potrà trovare a ogni angolo di strada sorprese e ricompense inattese per il suo sguardo, dallo scorcio di una piazza medievale a una squisita boutique o a un caffè alla moda, fino a una di quelle imponenti costruzioni architettoniche in cui si riflette ancora, in modo vivido, il ruolo concreto e immaginario di Parigi.