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Diario Corsica 2009: Calvi, Cap Corse

 

 

Lunedì 3 agosto 2009       CALVI

Giornata ventosa e nuvolosa.
La traversata Nizza Calvi è passata quasi tutta all’interno, fuori c’è l’affollamento, aggiungiamoci il puzzo del cherosene e il fatto che ci siamo svegliati stamattina alle cinque.Corsica FerriesAppena arrivati a Calvi ci gustiamo una ritrovata vista del solito Hotel Les Aloes (www.hotel-les-aloes.com), ci hanno riservato una camera nella dependance dell’hotel (una villetta qualche decina di metri più giù), siamo praticamente soli in questa casetta affacciata sulla baia selvaggia di Calvi, un panorama corso divino a 70 € a notte, siamo felici di essere lì.
La serata scivola verso Algajola, tra Lumio e Ile Rousse: non me la ricordavo così bella quella spiaggia. Sono le 19, l’ora con i colori più belli di una giornata estiva, c’è un hotel ristorante con una grande terrazza sulla baia,

il Beau Rivage (www.hotel-beau-rivage.com). È automatico sedersi e passarci almeno un’ora, ho sete mi bevo una birra Pietra, Sylvie  un bicchiere di rosé, faccio delle foto, parliamo, facciamo le nostre telefonate, sospesi ed avvolti da quella luceterrasse beau rivage algajola, sino all’ora del ristorante
Decidiamo di restare ad Algajola     e ci dirigiamo verso la Citadelle, passiamo l’arco è subito a sinistra troviamo la Vieille Cave, è conosciuto e referenziato, ma proseguiamo e ci imbattiamo nel “U Castello”(Tel.0495607875     - 10 Place du Chateau ) bella terrazza con sedie e tavoli in tek, il menù a 20 € ci interessa, la Vieille Cave  la proveremo un’altra volta. Entrée, piatto e dessert: clafouti d’aubergine, Daurade Rotie (con contorno di fagiolini e riso bianco), io parto col piatto di charcuterie (ah, era tempo che…..) poi  Civier de sanglier al vino rosso (copioso ho fatto fatica a finirlo). Il finale ci vede tutti e due a gustare il piatto di formaggi corsi con la marmellata di fichi, ritroviamo i sapori forti lasciati un anno fa. Una mezza di vino rosso corso della cantina Vico a 11,50 €, buona, ci ha accompagnato durante la cena.     La "carte" prevede piatti originali: fois gras et sa confiture     d'oignon, marinade de poulpe, brochette de lotte, civette de sanglier. Servizio molto cortese e rapido, bella situazione proprio sotto il Castello, è un indirizzo che non delude, prenotate!

 

 

 


 

 

Martedì 4 agosto 2009       CALVI

 

 

Alle 8:30 in pista per la spiaggia. La Belgodere ce l’ho in testa dall’anno scorso, con i suoi ombrelloni gialli e arancioni, non ritrovo il personale che avevo lasciato, 16 euro la giornata intera con due lettini e un ombrellone in seconda fila, il caffè a 1,70 €, 1 bottiglia d’acqua quattro euro, salute!

 

 

 

La sabbia bianca, alle spalle la barriera verde dei pini marittimi, in mezzo la ferrovia ed il suo trenino con due vagoni che fa la spola con l’Ile Rousse, poi il mare pulito che si tocca per un bel po’, la roccia delle montagne sullo sfondo, la barriera di scogli più al largo, dove osservare i ricci con la maschera e il boccaglio. Non ci si abitua mai alla bellezza dei luoghi, e tutto intorno lo spettacolo di questa natura ogni anno mi sconcerta.

La non-stop alla spiaggia finisce alle 18:30, durante la quale il solito andirivieni mare-doccia-lettino-doccia-lettino-mare-doccia-lettino. Ciononostante la sera in hotel ed ancora più il mattino dopo mi sento bello intronato, nonostante creme e ombrelloni, una giornata intera sotto il sole, se non sei già allenato, la senti perbenino su tutto il corpo e per qualche giorno.
La sera struscio nella rue Clemenceau dove decidiamo di sedersi al “AuX bons amis” Rue Clemenceau  Calvi tel 04 95 65 05 01, tavolo nella sala interna climatizzata ma proprio accanto all’ingresso, l
a terrazzina era occupata. Serata gradevole grazie ad una cucina preparata con cura e professionalità. Gran bell'indirizzo per chi ama la qualità (si, c’è anche chi non la cerca e preferisce il motto “senza tante musse”, poverino ); complimenti sempre a chi scommette sulla qualità, sempre e comunque, anche in un locale che sembra fatto apposta, per la sua posizione, ad accalappiare turisti col portafoglio gonfio. Vado sul menù a 30 €, scelgo tra le entrées delle sardine marinate ricoperte da un trito di cipolle rosse e paprica. Per il piatto principale mi servono un calzone in pasta sfoglia ripieno di “rascasse” a pezzetti e verdure varie, salsina a fianco con purea di carote, bello a vedersi è molto saporito, la vera qualità sa unire forma e sostanza, siete d’accordo? Il dessert è un’altra bella sorpresa: gaspacho di pesca al basilico, una sorta di zuppa di succo di pesca con un trito di basilico servito in un piatto tondo a ciambella,  originale e buono. Syl scommette sui carpacci, uno di tonno e, per il dessert, di ananas con una palla di gelato alla vaniglia nel mezzo.

 



Mercoledì 5 agosto 2009    

 

Classica giornata post-bagno di sole, lontano dalla spiaggia, puntiamo sulla montagna, la Balagna ce lo permette. Punto la Transalp verso il villaggio di Speloncato e di Olmi Cappella, e intendo ridiscendere su l’Ile Rousse e rivenire a Calvi dal lungomare.

Paesaggio da restare senza fiato, in fondo la costa bianca e blu, di là la roccia delle montagne, le foreste selvagge di querce (la foresta demaniale Tartagine-Melaja si estende su 2700 ettari, caratterizzata da una particolare umidità è formata da querce verdi, pini laricios e pini marittimi) la macchia corsa (il mirto a GOGO) ).

Passato Lavatoggio e Feliceto, dopo

SpeloncatoNessa, devio a destra per la D 663 in direzione di Speloncato, la strada sale sempre, quando arrivo scopro uno dei più bei villaggi della Balagna, parcheggio la moto all’ombra del grande albero a fianco della fontana, nella piazzetta due bar, ci sediamo ad abbeverarci e scorgiamo due campanili, il primo di fronte a me è la Chiesa oggi trasformata in municipio, l’altro e più all’interno del paese, che scopriremo poco dopo, è la Chiesa Saint Michel, viuzze ordinate si inerpicano. Escursionisti accaldati a piedi e in mountain bike fanno tappa nella piazzetta. 

E continuiamo la balade in moto, rispettiamo il programma, direzione Olmi Cappella, ho in mente l’Osteria (Tel 04.95.61.92.13), descritto da Lonely Planet come un ristorante con una vista divina sulla montagna; la strada s’inerpica ancora, il paesaggio si fa sempre più verde. Il restaurant è a Cappella, parcheggiamo la moto di fronte alla terrazza davanti ad una chiesa e alla segnaletica dei sentieri, qui passa la GR20, è un crocevia di escursionisti. 

 

Sono le 14, siamo accolti da una ragazza super sorridente, e ci fa accomodare in terrazza, scegliamo un largo tavolo, c’è spazio, c’è solo un’altra coppia di francesi seduta al tavolo accanto. È bello essere accolto così bene quando si è accaldati ed affamati. Di fronte abbiamo una montagna, ma ora mi interessa il menù, la dolce cameriera mi propone in alternativa alla “carte” il piatto del giorno: agnello con tagliatelle (12 €). Mi commuove, in realtà ho una fame da lupi, facciamo presto, dico sì. Sylvie sceglie “magret de canard" al miele e pesca arrosto (14 €). Quando arriva il suo piatto, è talmente bello che ho il dubbio di essermi sbagliato poi si presentano in due per portare il mio agnello, due “cocotte” con coperchio una pieno di pezzi di agnello, l’altra di tagliatelle. Ho messo da parte ogni freno inibitore, ho svuotato i due contenitori, lasciando solo ossa rosicchiate. I vicini di tavolo mi osservavano con una certa incredulità. Esce infine il padrone, il “corso” perfetto, sulla cinquantina, tarchiato, è nato qui, simpatico con sguardo furbo e sospettoso. Dalla sua terrazza osserva tutto il movimento del paese. Da dove vieni, cosa fai, l’Italia, la Corsica, la Francia, si simpatizza, si discute, anche qualche banalità, per lui è l’ora della siesta, se ne va, chiude il locale, ma noi possiamo restare ancora spaparanzati nella sua terrazza, il tempo di rimetterci in condizione di ridiscendere a l’Ile Rousse, e godersi ancora, in sella alla moto, il vento in faccia sotto il sole abbagliante un nuovo spettacolo della natura di quest’isola, ad ogni curva un capitolo nuovo.  

 

 

A l’Ile Rousse , città più scalcinata di Calvi, e per questo forse più autentica; Calvi è sempre pulita perfetta come la prima della classe. Resto affezionato al Cafe des Platanes, nella Place de Paoli, ha la terrazza più bella della piazza, dove meglio si riesce il "dolce far niente". Faccio due passi sul lungo mare, poi giro a sinistra nella rue Notre Dame, cerco il ristorante l’Escale, lo osservo, consulto il menù, proprio come me l’immaginavo, l’appuntamento è solo rimandato stasera "nosepoffà".

 

 

 

 

 


 

Giovedì 6 agosto 2009 

La D81B, Calvi-Galeria, poi la valle del Fangiu: mangiata a mezzogiorno al ristorante Ponte VecchioPonte romano sul Fangiu (guide rouTard) a 2 km dalla deviazione per la valle del Fangiu, una bella sorpresa, le loro vacche che passeggiano dietro il parcheggio le ho nel piatto: uno spiedino di carne di vitello per Sylvie e per me una côte di manzo ed un vassoio di succulente patate al forno. Una sosta ghiotta e, ripeto, inaspettata per la qualità.

Ho ugualmente visto transitare appetitose pizze ed insalate. Dalla terrazza vista sul ponte romano (vedi guide). 11 km di balade a seguire il corso di questo fiume che propone vasche naturali dove farsi il bagno (foto a destre); dall’altro lato della strada il verde delle querce della foresta di… di…, la più importante di Corsica e, dicono, d’Europa.

Ritorno a Calvi per la più rapida ma sempre e comunque generosa di bei  paesaggi D81, che passa tra l’altro accanto all’aeroporto di Calvi.

La Punta della RavellataLa D81B partendo da Calvi: si parte subito con le emozioni forti, dopo pochi chilometri la punta della Ravellata (foto a destra) si può raggiungere la spiaggia attraverso uno sterrato. Poco prima il bivio per salire sino alla chiesa di Notre Dame della Serra (dopo 4 km una strada che sale a sinistra ci porta a questa cappella del XIX secolo) dove potete godere (tanto per cambiare) di una visita a cinque stelle sulla Citadelle di Calvi. Là D81D (vedi lonely planet pag…): che strada! Altro che costiera amalfitana, ne fa 10! Un susseguirsi poetico di panorami su spiagge, baie, barche, montagne, curve, contro curve, strade dissestate, ma che colore, che emozioni, sei tentato di fermarti ogni 100 metri a fare foto. Quest’anno ho fatto solo il primo tratto sino all’altezza di Galeria, dove ho girato per la valle del Fangiu. Senno si prosegue per Porto e poi per Cargese sulla cui strada si incontrano le Calanches di Piana.

Panorama dalla Chiesa di Notre Dame della Serra

 

Chiesa di Notre Dame della Serra (foto 2008)

 

 

La sera andiamo a provare 'sto celeberrimo Chez Tao, nella Citadelle di Calvi, citato un po’ in tutte le guide. Posto da “beccio”,  come si dice dalle mie parti. Due terrazze su due livelli, affacciate sulla baia di Calvi, quella sera una bella luna piena era la classica ciliegina sulla porta (la “cerise sur le gateau”, si dice da queste parti).

Due musicisti suonano una musica, anche lei, da “beccio”, insomma l’atmosfera è quella giusta. Invece sul fronte “cosa propone il locale” la carta è desolatamente striminzita, al di là di qualche cocktail molto classico, tutto malinconicamente a 12 €, non c’è altro, non gelati (soprattutto), non qualcosa da mettere sotto i denti, diciamo pure una bella delusione, roba veramente per turisti.


 

 

Venerdì 7 agosto 2009

corsica2009_033.jpgIl giorno alla spiaggia di Algajola (per la prima volta), la sera l’inevitabile appuntamento annuale con "Chez  Edgard" aSpiaggia ad Algajola Lavatoggio. Bella la spiaggia di Algajola, parcheggiamo all’altezza del Beau Rivage.

Fa caldo, il bagno nell’acqua fresca è una goduria, si resta a mollo per un po’, sino a quando non si avvertono i primi brividi di freddo. La sabbia bianca, un paio di spiagge private a fianco. Alle quattro ci rivestiamo e saliamo sulla terrazza ombreggiata del Beau Rivage, una Pietra, un’oretta a godersi la brezza.
Ristorante "Chez  Edgard" (e tre) è sempre lui, stessa camicia bianca sui jeans, sia lui che il figlio, si sono lasciati andare sul prezzo del menù che passa a 35 € (l’anno scorso ere 32) ma è sempre pieno in ogni ordine di posti. La zuppa corsa è sempre un piacere (ho fatto tris), una fetta di quiche al basilico poi il pezzo forte, la carne con una pirofila di patate gratinate con un formaggio dei loro e avanti col piatti di formaggi corsi e infine un dessert. Beh, non c’era il due senza il tre, ma il quattro facciamo aspettare qualche anno, tutto sommato a questo prezzo posso mangiare anche di molto meglio (occhio a non "schienarvi" perché la strada del ritorno al buio e lungo i tornanti che scendono verso Lumio rappresenta un rischio). E quest'anno anche un video per voi con Edgard dal vivo !

 Terrazza del Beau Rivage - Algajola

 

 

 

 

 

 

         VIDEO ! Lavatoggio: serata al ristorante Chez Edgar

 

 

 


 

Sabato 8 agosto 2009

 

Spiaggia di Lumio (foto), la sera la Vieille Cave di Algajola

 

Lumio

All’altezza della curva in salita, appena entrati a Lumio, c’è il bivio a sinistra (venendo da Calvi) che ci fa scendere alla spiaggia parcheggio gratuito sterrato, sono solo le nove e ci ritroviamo in una spiaggetta di sabbia bianca con una sola fila di una decina di lettini ed ombrelloni ancora chiusi, la piccola baia ed il mare piatto e limpido striato dal vento mi fa pensare ad un’immagine dei Caraibi. Ci precipitiamo nella paillottes (l’unica) in legno scuro per chiedere un posto, si tratta del Ristorante "Le Matahari" ( www.lematahari.com ). Tutto prenotato, siamo forse un po’ ingenui, ma chi lo sapeva che i posti erano così pochi ed il posto così bello? Pazienza, ci sistemiamo a fianco, allunghiamo l'asciugamano, e ci godiamo lo stesso, tutta la giornata, questo mare fresco e pulito.

Alla paillotte al mattino abbiamo fatto colazione, peccato per il burro scaduto. (Prontamente sostituito, anche se con aria irritata, del giovane titolare, dalla confezione da 500 g che arrivava direttamente dalla cucina).

 

 

 

La spiaggia di Lumio

Spiaggia di Lumio  

 


 

  

Lunedì 10 agosto 2009 - Macinaggio (Cap Corse)
CAP CORSE. Spiaggia di Tavarone, lasciamo Macinaggio verso nord e seguiamo diligentemente i cartelli In direzione del camping 'U Stazzu, arrivati al campeggio all’inizio uno sterrato di 500 m, praticabile senza troppi problemi anche da macchine, ed arriviamo alla famosa spiaggia e baia di Tavarone, per la verità ricoperta quasi integralmente da alghe secche, non particolarmente fastidiose ma insomma il loro colore marroncino che copre la sabbia bianca non trasmette certo lo stesso entusiasmo di una vista sulla spiaggia di sabbia bianca, come appunto ce la immaginavamo dalla lettura delle guide. Comunque il bagno sempre all’altezza, mare fresco, il fondo sabbioso, parcheggio gratuito e due paillottes che fanno ristorante (non aspettatevi granché).

Dal lato opposto della baia a quello da cui si arriva, parte il sentiero dei "douaniers", da lì si può raggiungere, scarpinando, la spiaggia di Barcaggio in un paio di ore.

La sera cena all’Hotel Ristorante Sant’Agnellu a Rogliano www.hotel-usantagnellu.com . In gita serale in collina a 5 km da Macinaggio, ennesimo villaggio corso in altitudine e relativi punti panoramici sulla costa e la vegetazione. Villaggio deserto ma vale la pena passeggiare, si incontrano due chiese peraltro chiuse al pubblico e soprattutto ci si imbatte in diversi torri genovesi (foto) in buono stato, sono proprietà privata di famiglie del luogo. Hotel a tre stelle e ristorante di qualità, le specialità del Sant'Agnellu sono le polpette al brocciu, cannelloni al brocciu, le moules farcies, presenza diffusa di menta e finocchietto, insomma una cucina finalmente con una sua personalità, bravi sette più, mi è piaciuto tutto. Splendida terrazza affacciata sulla valle con vista mare, bel giardino con fontana illuminata, bell'indirizzo di charme. Interessanti i tre piatti di "degustation" proposta dalla casa, da 19 € (paupiette più cannelloni più tortino di melanzane) a 25 € (terrine di pesce e spiedino di gamberi) serviti in piatto di metallo appena uscito dal forno e posato su sottopiatto in legno. In due, più una 1/2 di rosso i dessert e caffè ne abbiamo avuto per 63 €.

 

Martedì 11 agosto 2009

 La prima colazione a Macinaggio si fa alla brasserie U Scalu (foto), la prima che si incontra sul porto venendo da sud, terrazza all’ombra, croissants freschi, e tanta gente. Formule petit dejeuner a 6,50 € con croissant pane burro e marmellata , succo d’arancia in bottiglia e bevanda calda.

 

 Alle 13:30 si parte in direzione Barcaggio, estrema punta nord del Cap Corse, spiaggia e rocce. Quindi si riprende la D80 e all’altezza di Botticello, e dopo vari tornanti ed i soliti stupendi panorami alla cui bellezza non ci si abitua mai, arriva il cartello e la deviazione per Barcaggio (10 km),  per la precisione     U Barcagghiu. Allacciarsi le cinture si scende. Arrivati in paese subito la sagoma dell’isola della Giraglia, uno scoglio all'estremità settentrionale del Cap Corse, punto di riferimento per le regate del Mediterraneo, visibile sino a 28 miglia marine di distanza. Il ristorantino con terrazza affacciato sul piccolo porto turistico, "U Pescador Chez Noelle" , si propone a noi. Ci accorgiamo che siamo proprio “au bout du monde” a giudicare dall’incasinamento in cui si trova la cameriera, sorella della titolare, è lì solo per darle una mano, ma è completamente superata dagli avvenimenti (depassée par les evenements, diciamo in Francia), troppa gente non se l’aspettavano, dice lei (ma siamo nella settimana di Ferragosto!!). In più hanno appena avuto una "panne" d’elettricità  durata 2 ore. Armati della pazienza tipica di chi è in vacanza ed ha deciso di non avere mai fretta, aspettiamo il nostro piatto di gratin de crabes (15 €), che ha tutta l’aria di un piatto inventato al momento, con quel che resta, in stato di emergenza, accanto al gratin, servite  dentro una testa svuotata di granchio, qualche cozza, vongole, ed un paio di gamberi sgusciati, alla rinfusa. Un piatto raffazzonato ma tutto sommato buono. Intanto sono le 15 e la folla (motociclisti, escursionisti e turisti d’ogni risma) si accalca all’entrata a scongiurare un tavolo. Niet.  Finito!, risponde a muso duro l’attempata sorella. Pomeriggio alla spiaggia di Barcaggio, la sera al ristorante Osteria a Macinaggio;

Martedì 12 agosto 2009
Si va a visitare il villaggio di Centuri, dall’altra parte del Cap Corse, da Macinaggio 20 km di strada stretta e tortuosa ma spettacolare che sale e scende con annesso il Col di Serra (mulino Mattei)  viste e panorami vari. Le strade corse di montagna sono però pericolose, un coglione al volante che crede di essere su una pista di rally prima o poi lo incontrate di sicuro, è la statistica che parla: quindi tanta prudenza, soprattutto i motociclisti, che sono i più vulnerabili, tenete bene la destra soprattutto in curva.
Torniamo a Centuri , una Portofino in miniatura, le nasse per le aragoste ammassate nei bidoni lungo tutto il porto che ospita pescherecci ed imbarcazioni da diporto, villaggio celebre per la pesca delle aragoste (75 € al chilo). Niente spiagge sabbiose ma affascinanti cricche di ghiaia e scogli anche piatti dove posare l’asciugamano, e soprattutto il mare turchese, un tuffo con la maschera a curiosare tra gli scogli e la prima cosa a cui si pensa. Sulla piazzetta davanti al porto diversi ristoranti. Sosta al bar Chez Marc per dissetarsi, ci servono anche olive e noccioline, miracolo! Si ritorna alla spiaggia di Barcaggio. Ancora le alghe protette sulla sabbia, ma sono state accatastate in mucchi sulla battigia, scoprendo così una fine sabbia bianca, il mare è limpido e turchese il fondo è sabbioso con macchie nere qua e là a riva e formate dalle solite alghe, ma non danno fastidio, si tocca per un po’. Anche qui ogni tanto qualcuno viene punto da una medusa (strofinare con la sabbia!). Alle spalle la vegetazione con arbusti e cespugli. Un recinto per impedire l’accesso alle vacche, sullo sfondo la Torre dell’Agnellu, di fronte l’isola della Giraglia, uno scoglio all’estremità settentrionale del Cap Corse, punto di riferimento per le regate del Mediterraneo. 

La serata scivola sul lungo porto di Macinaggio, del resto tutto si gioca li, in quello spensierato susseguirsi di dehors affollati dei 4 / 5 ristoranti del paese. Approdiamo di nuovo, come domenica sera, al Restaurant de l’Ile, di gran lunga la più bella terrazza sul porto di Macinaggio. Tavoli in tek, eleganti sedie in telo bianco, tovaglie verdi chiaro in tinta con le candele e  due bambù posati sul tavolo : molto chic e rilassante. I prezzi che ricalcano quelli dell’Osteria, il menù a 28 € è valido, scegliete il duo de thon demi cuit  in entrée ed il pavé di lìche (è una specie di tonno, non so tradurlo se qualcuno vuol darmi una mano..), o anche la suggestion du jour che è sempre di pesce, sul dessert siete obbligati a prendere fondand au chocolat, che di fondant ha ben poco, bocciato. Buone ed abbondanti les moules Marinieres (solo 10 €) o l’entrecote con patate fritte (18 €).

Ristorante     Osteria di U Portu a Macinaggio

 

Ristorante familiare con tanto di vasca con aragoste giganti in bella vista.

 

Stella, la figlia, e la madre servono, litigano un po’ tra loro, ma il cibo è buono, e nulla di più. Specialità: frittelle di formaggio. Menù a 22 € copioso con quattro portate. Decor e quadro nettamente inferiore al Restaurant des Iles, poco più avanti.. Ad agosto prenotazione indispensabile per avere un tavolo.

   

Bastia

 

Ocra, verde, giallo. Le facciate colorate delle case e i tetti in pietra e ricordano la Liguria. Come del resto i vicoli stretti, che qui si chiama no carruggi, e la parlata dei pescatori che non ha perso alcune inflessioni della vicina costa italiana. Bastia, la seconda città della Corsica, deve a Genova la nascita e la fortuna. Stretta tra mare e monti, ha un fascino discreto fatto di scorci e atmosfere. Al vieux port (il Vecchio Porto), la piccola insenatura protetta da due mogli, i vecchi gozzi sono ancorati a fianco di yacht miliardari e pescatori rammendano le reti davanti al locale che la sera restano aperti fino le ore piccole. Per secoli questo è stato solo il porto di Cardo, villaggio a mezza costa ha inglobato oggi nella città, la tosse e le barche cariche di Pino partivano alla volta di Pisa. Solo nel quindicesimo secolo il governatore genovese Lionello  Lomellino iniziò la costruzione di un torrione,1 Bastiglia sulla rocca, mettendo le basi di quella che sarebbe diventata poi la Cittadella. Dà i moli del vecchio porto le scalinate salgono verso le antiche fortificazioni e attraversano un’oasi di verde, dalle palme, i pini e le piante grasse del Jardin Romieu . Mentre la vista si alza sulla città e sulle isole dell’arcipelago toscano.. Ancora circondata dagli antichi bastioni, la cittadella riacquistato il suo fascino dopo anni di abbandono: le strade regolari i palazzi dei notabili , la cattedrale di Santa Maria e lo oratorio della Santa Croce. Tutto stucchi dorati e lì, conserva il Cristo dei miracoli, protettore dei pescatori, portato in processione, ogni anno, il 3 maggio. Fino a oggi, il motore delle sacre rappresentazioni sono le confraternite, nate intorno al 600 e formate da uomini che esercitavano una stessa professione. I loro oratori sono piccoli gioielli barocchi, come quello di San Rocco, tutto ricoperto di marmi policromi, o quello del Immacolata concezione, con mosaici, affreschi e velluti di Damasco. Per entrare in sintonia con la città bisogna seguire i riti dei suoi abitanti dal caffè della mattina al pastis dell’aperitivo o seduti a uno dei tavolini della bella place saint-Nicolas. Fino alla spesa al mercato della domenica, ai piedi del vecchio municipio, in mezzo a bancarelle di frutta e verdura freschissime, formaggi e salumi, e e ostriche e dello stagno di Urbino.

 

Cap Corse

 

L’aria di casa si ritrova anche nei villaggi di Cap Corse. Questa penisola formata da visti, le verdi pietre usate ancora oggi per i tetti delle case, a due corse molto diverse tra loro quella occidentale, con pareti a strapiombo; quella orientale, bassa e lineare, attraversata da larghe vallate. Sulle spiagge di ciottoli, alla foce dei torrenti, si aprono le marine, i piccoli approdi dove si imbarcavano merci e persone: per secoli e infatti gli spostamenti da una località all’altra sono avvenuti principalmente in via mare. Così il dito della Corsica, proteso al Nord verso il Mar ligure, è rimasto un mondo a parte,1’isola nell’isola, da sempre più vicino a Pisa, Marsiglia, Genova e Livorno che ad Ajaccio o a Corte.grazie all’abilità marinara dei suoi abitanti (e anche in questo i capoCorsini si differenziano dagli altri corsi) , il Cap  era un punto di partenza per il fino, la legna, l’olio, il sugo della regione.ma quando nel diciottesimo secolo la potenza di Genova declino, e riscatta Ezio un periodo di decadenza, ha accelerato un secolo più tardi dalle restrizioni doganali imposte dai francesi. Molti furono costretti a emigrare. Alcuni trovarono impiego nella società di navigazione transoceanica, altri cercarono fortuna alle Antille, in Venezuela, in Nord Africa dove molti divennero famosi. Franceschi nel sedicesimo secolo guidò le navi portoghesi alla conquista delle Indie; la famiglia Cipriani di centuri combatté in Sudamerica a fianco di Simon Bolivar; Domenico Cervoni , di Luri,  navigo  nelle Antille e diventò personaggio dei romanzi di Joseph conrad. I catto Corsini si dimostrarono anche abili contadini. Con un lavoro titanico trasformarono i fianchi delle vallate in terrazze coltivabili. Sulla costa occidentale dove mancava anche lo spazio per le terrazze, da buoni marinari, salivano sulle barche a Nonza o a Pino e facevano vela verso il desert des agriates , dove coltivavano viti e cereali; strano incrocio di contadini-marinai. Le colture di olivo, vite e cedro furono abbandonate negli anni dell’emigrazione. Poi, nel 1878, arrivò il colpo di grazia: la fillossera distrusse i due terzi dei vigneti della penisola di Cap Corse. Dal parassita si salvarono soltanto i vigneti di Rogliano e Patrimonio, tra i migliori dell’isola, con filari bassi che arrivano fino al mare.per il resto alla macchia mediterranea sembra aver ripreso il sopravvento, ricoprendo terrazze e mulattiere che un tempo collegavano i villaggi dell’entroterra come Sisco, Brando, Rogliano.oggi sono le marine il fulcro della vita, collegate da una strada costiera, tortuosa ma spettacolare. Erbalunga con le sue case raccolte intorno alla torre. Port de Centuri  con il suo porticciolo e le masse per le aragoste. Nonza , arroccata a strapiombo su una delle spiagge più belle dell’isola.

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

   

 

 

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