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Depressione a livelli La regione PACA (Provence -Alpes - Côte d'Azur) secondo le statistiche è la
prima in Francia per consumo di psicofarmaci. Soprattutto le donne vittime della stress. Non bastano il sole, il mare
ed i paesaggi incomparabili: la regione PACA, cioè Provenza Alpi Costa
Azzurra, secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio Regionale della Salute,
detiene il record europeo del consumo di
farmaci antidepressivi. Sono le
donne le grandi divoratrici di psicofarmaci, che
si tratti di ansiolitici, neurolettici, sonniferi o "pillole del buonumore".
La Francia è il primo paese consumatore in Europa,
e le donne della Provenza sono in testa alla classifica nazionale.
Afflitte da una sindrome che avremmo creduto piuttosto
riservata ai freddi e malinconici
paesi nordici Secondo la direttrice
dell'Osservatorio, Yolande Obadia, che è
medico epidemiologista e responsabile di diverse equipes di
ricerca nazionali, l'infelicità delle
donne in Costa Azzurra e dintorni è
dovuta in gran parte all'elevata
percentuale di persone condannate ad uno stato di
costante precarietà. "Si
constata da queste parti - commenta - una situazione di gravi disparità.
Da un lato c'è una popolazione molto ricca, dall'altro una molto povera, senza lo
strato intermedio che invece è quasi
sempre presente in altre parti del paese. La
percentuale delle richieste allo stato di sussidi
di povertà è più alta in PACA che a
livello nazionale". Un altro
fattore importante di sofferenza
psichica sarebbe l'alto numero di persone confrontate a problemi di alcolismo o
di droga.
La percentuale di tossicomani ha toccato negli ultimi anni, nell'area
urbana di Nizza, 1'1,5%. Tra i principali
elementi da considerare c'è poi la solitudine:
"La popolazione della regione è una delle più anziane del territorio francese. Nel 2020, il numero
di anziani dovrebbe aumentare del
quaranta per cento e rappresenterà
quasi un quarto della popolazione
totale. D'altra parte, quasi un
terzo delle persone di 65 anni o più
vivono sole". I casi di depressione ed esaurimento,
specie femminili, non si
limitano perô a queste categorie particolarmente vulnerabili. "
Bisogna andare cauti nell'interpretazione delle semplici cifre del consumo di
psicofarmaci - continua la dottoressa Obadia - e tenere conto che il ricorso
alle medicine è facilitato dal buon
livello generale di informazione. Nelle
zone rurali, c' è più reticenza a consultare un
medico per problemi psicologici. Gli stati di esaurimento vengono alla luce solo quando sono
talmente gravi che il malato non
può più nasconderli. In una
zona urbanizzata come la nostra invece
questi pregiudizi non esistono, dal
dottore o in farmacia si va facilmente.
Ma esiste senz'altro una
specificità régionale della
depressione, cui contribuiscono
diversi fattori. Vivere da noi non è
semplice a livello sociale: l'immagine,
l'apparenza, l'esteriorità sono importantissime,
e un'aspirazione naturale può evolvere rapidamente verso la malattia.
Il confronto con gli altri
impone un ritmo di vita più intenso,
con l'inquietudine e l'angoscia che
ne derivano". I compiti dell'Osservatorio della Salute non vanno al di là
del monitoraggio
e della statistica. Ma è allo studio
a livello regionale un'azione delle autorità sanitarie,
per portare in qualche modo sollievo ad uno stato di disagio che purtroppo sembra difficile
eliminare o anche solo arginare. |