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Per la vera Bouillabaisse é essenziale lo scorfano? Un paio di mesi
or sono lamentavo su queste pagine l'eccessiva confusione che regna nella
ristorazione francese, dovuta all'infatuazione generalizzata fra gli chef per
questa nuova moda della "fusion": spesso un pretesto per creare, senza
basi, piatti arzigogolati, pieni di contrasti fini a se stessi, di viaggi
immaginari e improbabili, lontani anni luce dalla solida e gustosa tradizione. È un fenomeno
diffuso se si va alla ricerca dell’alta ristorazione, dell'istituzione
culinaria francese classica, degli alti punteggi sulle migliori guide d'oltralpe.
Volando un po' più basso, e cercando con cognizione, invece ci si pub
togliere soddisfazioni memorabili in posti semplici, nei bistrot per esempio,
dove il servizio è simpatico e informale e dove tra l'altro - una cosa sempre
più stucchevole e comune - non si devono affrontare tempi biblici d'attesa per
le portate richieste. Ne ho
finalmente trovati di posti cosi, magari con punteggi soltanto fra il 12 e il 14
sulle guide, ma con materie prime grandiose e con i piatti essenziali della
tradizione.
Ad esempio la bouillabaisse: a Marsiglia e dintorni ovviamente, in
ristoranti poco appariscenti, analoghi a molte delle nostre osterie che sono
un'istituzione nazionale da rimpiangere ogni volta che si varca il confine.
E sulla bouillabaisse, per gioco, è partito il dibattito: qual è la
ricetta giusta? È meglio delle nostre zuppe di pesce?
Meglio delle tante altre tipiche del bacino del Mediterraneo?
Divertissement estivo, questione davvero di poco conto: fatto sta che
sono ripartito alla gioiosa riscoperta di questo piatto e dei suoi omologhi
italiani Tra
comparazioni con il caciucco livomese, la buridda alla genovese, i brodetti
veneziani e le zuppe di pesce pugliesi mi sono fatto un'idea su come dev'essere
la vera bouillabaisse e ho assaggiato anche la bouride, una versione più
cremosa, con tante verdure e qualche differenza fra gli ingredienti a base di
pesce. Il punto fermo
della bouillabaisse è Io Scorfano, non deve mancare mai e va accompagnato a un
grande varietà di pesci, in un assortimento dove ci devono essere per forza
pesci con le carni più grasse (Rana Pescatrice, Capone, Tracina, Anguille,
Murene o Gronghi), pochi con le carni fini (Tordi o Sogliole) e, al limite, un
crostaceo economico, come la cicala di mare.
Poi ci sono le disquisizioni sulla necessità o meno del vin bianco nella
zuppa (a base di pomodoro, cipolle, aglio, zafferano e prezzemolo), che va
rigorosamente servita separata dai pesci (poi al consumo si sceglie se
immergerli nella zuppa o no), sull' eventualità di aggiungere o meno i
molluschi o altri ingredienti vegetali. Sono soltanto
disquisizioni futili da appassionati, ma vi garantisco che ci si appassiona
davvero quando si può provare questi piatti della tradizione mediterranea,
preparati come si comanda nel loro territorio a condizione che il pescato del
giorno sia di primissima qualità e la varietà di specie catturate Io consenta. |